Archivio per : settembre, 2015

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Sardegna a rischio di piogge eccessive tra il pomeriggio e la sera di oggi

Sta arrivando una piccola ma forte perturbazione dalle Baleari, verso l’Italia.
Tra il pomeriggio e la sera investirà la Sardegna portando temporali sul versante ovest, con piogge abbondanti.

Ma il rischio di piogge particolarmente intense e insistenti riguarda l’altro versante, quello affacciato sul Tirreno, perché qui si ammasserà l’aria umida risucchiata dalla bassa pressione e frenata dalle montagne.
Ecco che quindi tra Olbiatese e Cagliaritano occorrerà tenere conto delle allerte già lanciate (e continuamente aggiornate) dagli organi preposti come ARPA Sardegna. C’è infatti un rischio piuttosto alto di dissesti idrogeologici.

Domani la perturbazione sfilerà verso il Tirreno per investire – in parte edulcorata – le coste della Penisola; la Sardegna rimarrà quindi con aria ancora instabile, ma decisamente meno ricca di pioggia rispetto a oggi.

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Oggi la prima neve sulle Alpi!

E’ poco più che una notiziola da pie’ di pagina, ma è comunque degna di nota: già adesso sta nevicando sulle montagne alpine al confine con la Svizzera, ma nelle prossime ore qualche fiocco di neve arriverà anche sul resto dell’arco alpino, fin sulle nostre montagne, soprattutto quelle lombarde e del Triveneto.

Una ventata di aria fredda dall’Artico, la prima veramente “frizzante”, si è infatti ormai adagiata all’arco alpino e – sotto l’inerzia delle grandi velocità raggiunte ieri – sta per essere spremuta attraverso le vallate delle regioni già citate verso la Pianura Padana.
Sul nostro versante arriverà aria più addolcita, in parte rimescolata, ma su alcune cime i fiocchi di neve potrebbero addirittura comparire fin sui 1300-1500 metri di quota.
Il tutto durerà poche ore, poi già domani il tempo sarà migliorato, anche se rimarrà abbastanza fresco dalla collina in sù.

Insomma, se avete qualche ora libera ed abitate vicini alle montagne approfittatene per vedere la prima neve d’autunno!

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Dal caldo al vento fresco in tre giorni

Oggi stiamo tutti subendo in qualche modo la risalita di aria calda dall’Africa, con lo Scirocco e il Garbino che imperversano su coste e montagne portando la colonnina di mercurio verso l’alto.
Parliamo di punte di 39-40 gradi, già raggiunte in Abruzzo, Molise e Puglia; qualche grado in meno nel resto del Sud e in Sardegna, temperature sotto i 30 gradi (ma con afa pesante) sul versante ligure e tirrenico.

Il tutto a causa di una forte perturbazione che – avvicinandosi dalla Francia – sta risucchiando a sé questi venti caldi dall’Africa.
La coda della perturbazione è destinata a sfilare tra oggi e domattina sulle Alpi, con qualche  temporale veloce anche in Piemonte, sulle Prealpi e l’aperta pianura veneta e friulana; poco altro. Già questo, però, basterà a smorzare leggermente i venti caldi sulle regioni centrali; al sud invece – domani – farà ancora molto caldo.
Ma il grosso del peggioramento per noi è previsto verso il fine settimana, soprattutto domenica, quando l’aria fredda entrerà direttamente sul nostro territorio portando una veloce passata di temporali e vento forte, seguiti da aria più fresca.

Pensate che probabilmente lunedì non saliremo sopra i 20 gradi (con la Bora) su molte zone del versante adriatico che al momento sono sopra i 30-35 gradi!
Sul resto d’Italia si andràdai 20-22 ai 25 gradi nelle ore centrali, ma sempre con vento più o meno teso e aria asciutta.
Insomma, tutto un altro mondo rispetto ad adesso.

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Piogge abbondanti, disagi limitati e alcune sorprese

La perturbazione dall’Atlantico è arrivata, come nelle attese.
Ha attraversato il Nord Italia e parte del Centro, distribuendo piogge talora forti e abbondanti, con temporali localmente accompagnati da grandine e robusti colpi di vento.

Insomma, una vera e propria giornata di fine estate, tendente all’autunno per molte regioni.
L’aria è rimasta fresca per gran parte del giorno nelle zone colpite dalle piogge, mentre nel Meridione la temperatura è salita come nei giorni scorsi.

Ci sono state alcune sorprese, come un tentativo di tromba d’aria nel Padovano, a poche decine di chilometri dalle località colpite dal grosso tornado dell’8 luglio scorso (vedi la foto in calce, di Edoardo Ferrara).
Ma c’è da segnalare anche un temporale che – inaspettatamente – è ruzzolato verso sud dalla Toscana, fino a coprire Lazio ed Umbria, Roma compresa, con piogge abbondanti e alcuni allagamenti localizzati.

In generale, comunque, i disagi sono stati relativamente pochi, almeno finora. Questo anche nelle aree indicate come le più sensibili per questo peggioramento, come la Liguria e il crinale emiliano.
Ma il tempo non è ancora migliorato, e anzi per zone come le montagne dell’alta Toscana, lo Spezzino e i rilievi del Triveneto il grosso deve ancora arrivare tra stanotte e la prima parte di domani.

L’allerta quindi rimane. Il consiglio è quello di continuare a seguire le indicazioni degli enti preposti.

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Tra domenica e lunedì piogge abbondanti tra Nord e Toscana

Dopo una parentesi di tempo buono e asciutto, il Nord Italia si prepara a vivere il passaggio della prima vera perturbazione atlantica dalla fine della primavera scorsa.

Sarà una perturbazione preceduta già sabato dallo Scirocco, vento caldo e umido che accumulerà vapore acqueo e nuvole a ridosso delle montagne, dove tra domenica e lunedì potrebbero scaricarsi grosse quantità di pioggia, dal Piemonte al Triveneto, ma anche in alta Toscana.
Tenendo conto del fatto che i mari sono molto caldi e quindi capaci di fornire grosse quantità di vapore acqueo, occorrerà eventualmente aggiornarsi per possibili condizioni a rischio nelle vallate e nelle città più esposte a questo vento.
I temporali comunque non mancheranno anche nelle pianure più aperte, anche se di breve durata.

Con lo Scirocco si vivrà anche un leggero aumento della temperatura, fisiologico, ma senza valori esageratamente alti.
Una volta passato il peggioramento il vento ruoterà da Libeccio, forte sulle coste liguri e buona parte di quelle tirreniche, sull’Appennino e localmente in Romagna e nelle Marche; ma da mercoledì potrebbe tornare la calma, accompagnata da aria via via più calda.
Di quest’ultimo aspetto comunque ne riparleremo più avanti.

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Chicchi di grandine enormi? Colpa di una supercella!

I grossi chicchi di grandine caduti a Napoli sabato scorso hanno fatto scalpore, perché erano talmente pesanti da riuscire a sfondare i parabrezza delle autovetture, o lasciare segni profondi sulle lamiere.
Un evento raro per quelle zone, così come è inusuale il tipo di temporale che l’ha generato.

La città di Napoli è stata infatti investita da una supercella temporalesca. Questo non vuol dire che il temporale avesse preso vitamine in grado di dargli superpoteri, bensì era semplicemente incastonato all’interno di una piccola bassa pressione atmosferica che ne provocava la rotazione attorno a un asse verticale.
Le supercelle sono le stesse che generano i grossi tornado americani, oppure sono responsabili delle grandinate più devastanti; tuttavia non sono necessariamente pericolose in tal senso.

Chicchi di grandine di dimensioni superiori a qualche centimetro possono nascere solo dentro le supercell,e perché il vapore e le goccioline d’acqua risucchiate dalle correnti ascensionali all’interno del temporale percorrono – a causa della rotazione – una strada molto più lunga prima di arrivare alla cima della nuvola e poi ricadere in basso a causa del peso raggiunto, e quindi hanno più tempo per ingrossarsi e maggiori possibilità di impatto (per poi amalgamarsi assieme) con altri chicchi.

Ripetiamo: sono eventi piuttosto rari in Italia, e relativamente più frequenti in Pianura Padana; ma alla fine dell’estate possono teoricamente colpire ovunque ci sia una grossa fonte di vapore acqueo (mari molto caldi o pianure chiuse).