Archivio per : gennaio, 2016

post image

Giorni della merla? Solo sul calendario

I giorni della merla sono i più freddi dell’anno, almeno sul calendario.
Oltre che per una credenza popolare, la tradizione si basa su una statistica. In questo periodo, effettivamente, l’aria artica raggiunge la sua massima estensione verso sud, per poi cominciare a ritirarsi lentamente a partire dalla prima decade di febbraio.

Si tratta però – appunto – di una statistica, che non sempre può essere associata a una previsione.
E’ il caso di quest’anno, con il tempo che per la fine di gennaio ci porterà – come oggi – aria umida, foschie dense, inquinanti alle stelle, pioggerella in alcune regioni e soprattutto aria troppo, troppo mite per il periodo in essere.
Sulle montagne, già provate per l’assenza di un manto nevoso significativo, l’aria fatica a scendere a temperature sotto lo zero; e così continuerà a fare nei prossimi giorni. Anzi, tra domenica e lunedì forti venti di Foehn rischiano di alzare l’asticella sul Piemonte fino a 20 e più gradi a 900-1000 metri di altezza, 15 gradi a 1500 metri, 10-12 gradi a 2000 metri.

Insomma, si continuerà sulla falsariga di un inverno anomalo.

post image

Meteo: lentamente si torna all’antico

Ci lasciamo alle spalle una settimana invernale, con nevicate abbondanti in alcune zone del Sud Italia e freddo accentuato in larga parte della Penisola, almeno per 2-3 giorni.

Ora l’aria fredda è destinata ad abbandonare il campo, per la ripresa dei venti più umidi e miti atlantici nel cuore dell’Europa.
In Italia la temperatura – da domenica o lunedì – tornerà gradualmente a salire. Ne risentiranno in particolare le montagne e i litorali, soprattutto quelli tirrenici. Non ci saranno nuove nevicate significative, se non a ridosso del versante estero alpino; e la poca neve caduta finora sui pendii subirà temperature che in molti casi potrebbero rimanere attorno o sopra lo zero anche in piena notte.

Insomma,si torna all’antico, a quel tipo di tempo umido e magari monotono che ha dominato gran parte del mese di dicembre. Questo probabilmente per tutta la settimana in arrivo.
Lunedì proveremo a dare qualche dettaglio in più sulla previsione.

post image

Meteo: neve fin quasi alle coste in Calabria

Una piccola perturbazione si è tuffata stanotte dal Golfo del Leone verso la Sardegna e il Mar Tirreno, sfiorando le coste laziali e campane.
Respinta dall’aria fredda sedimentata negli ultimi giorni nell’entroterra non è riuscita a toccare le regioni centrali, portando solo qualche fiocco di neve bagnato a svolazzare tra Ponza e sul litorale campano.
E’ andata quindi a scaricare tutta la sua energia tra Basilicata, Calabria e Sicilia, dove ha portato piogge e temporali, ma – soprattutto – neve fino a bassa quota dal Catanzarese e il Cosentino verso nord.

Proprio Cosenza città è stata una delle zone più colpite, con 10-15 cm accumulati finora; ma lo stesso sta succedendo anche lungo alcune tratte montane tra Salernitano e Potentino, dove l’intensità massima della nevicata si è raggiunta attorno alle ore 17.

In serata la nevicata scemerà gradualmente, per poi cessare del tutto entro la prima parte della notte. Occorrerà comunque rimanere vigili per il rischio di gelate all’alba di domani per le schiarite e le temperature ancora vicine allo zero nelle aree ormai ben innevate.

post image

Meteo: arriva il freddo

Dopo aver latitato a lungo, facendoci passare diverse settimane sotto la protezione di una potente alta pressione seguita da qualche timida perturbazione, ecco che finalmente (possiamo dirlo) l’inverno farà sul serio cambiando il corso del meteo sull’Italia.

Da domani, infatti, secondo le previsioni di Radarmeteo, verrà richiamata sull’Italia aria fredda, partita dall’Artico e in viaggio verso il Mediterraneo. Aria asciutta, frizzante, che passando sul mare si caricherà via via di umidità costruendo nuvole, che poi andranno in larga parte a colpire il Meridione e parte del Centro Italia, dove tra sabato e martedì sono attese alcune nevicate fino a quote basse.

Al Nord il tempo si farà invece più asciutto, ma decisamente più freddo di adesso: sulle cime alpine si scenderà facilmente sotto i -10°C, mentre nelle pianure riparate dal vento si andrà sotto lo zero, per risalire sopra per poche ore al giorno.
Unica nota dolente, ancora una volta, la mancanza di nevicate significative per l’area alpina, sul nostro versante.

Tutta da scrivere l’evoluzione del tempo da martedì in poi. Vi invitiamo quindi a seguire i nostri prossimi aggiornamenti.

post image

Meteo: una vera tempesta di vento

Il passaggio della perturbazione di cui parlavamo nell’articolo di ieri ha portato raffiche di vento davvero molto forti in alcune regioni, sia a precedere che a seguire l’ammasso di nuvole.
In particolare è stato il Libeccio a far parlare di sé sull’Appennino Tosco-Emiliano, dove ha raggiunto una punta di 238 km/h su la Croce Arcana, a circa 1700 m lungo il crinale; ma anche le cime attorno hanno visto punte tra i 170 e i 200 km/h.
La conseguenza principale si è concretizzata nei danni ingenti, con la caduta di alcuni alberi nei boschi, ma anche lo spostamento e il rovesciamento di impiantistica di vario genere lungo le piste da sci.

Il vento ha comunque soffiato forte anche sulla linea costiera tirrenica, dove tuttora sono presenti delle mareggiate molto marcate e spettacolari, con onde fino a 5-6 metri.
Da segnalare ad esempio i 137,5 km/h dell’Isola di Gorgona, i 122 km/h di Livorno e i 120 km/h di San Vincenzo.

Il vento soffierà ancora per 24-36 ore, calmandosi lentamente

post image

Meteo: vento, prima mite, poi fresco

Quello che succederà al meteo nei prossimi giorni è legato all’arrivo di una perturbazione dall’Artico, che prima di passare sui nostri cieli richiamerà a sé una gran quantità di aria umida e mite.
Libeccio, quindi, il protagonista della giornata di oggi, ma in parte anche di quella di domani. Le raffiche potranno toccare e localmente superare i 100 chilometri orari sulle coste tirreniche e i costoni montani romagnoli e marchigiani, mentre con tutta probabilità arriveranno a 200 km/h sulle cime appenniniche più esposte.

Con questo vento arriverà qualche pioggia, non molta per la verità, più abbondante sempre sui versanti più esposti al vento, andando così a gonfiare i torrenti o qualche fiume. In questo contesto è una fortuna che non ci sia neve da fondere fin quasi sulle cime.
Poi, a seguire il Libeccio, arriveranno il Maestrale e la Tramontana, tra domani e mercoledì. Più freschi, sempre robusti, più asciutti, accompagnati da alcuni acquazzoni e da alcune brevi nevicate a quote di collina. Segneranno la fine di un periodo esageratamente caldo, riportando sensazioni invernali, quantomeno a livello di temperatura.

Giovedì passerà una nuova perturbazione. La sua storia è però ancora tutta da scrivere.

post image

L’aria continua a essere troppo mite

Questo dicono i dati ufficiali diffusi dal NOAA, ente ufficiale americano che si occupa di valutare le anomalie di temperatura su tutte le terre emerse nel mondo.
La settimana che va dal 27 dicembre scorso al 2 gennaio ha ancora fatto registrare temperature troppo alte su molte regioni d’Italia, in particolare in montagna, tra Alpi e Appennino. Qualcosa di meglio lo hanno fatto le pianure adriatiche, dove le nebbie hanno mantenuto l’aria più fresca; ma in generale l’anomalia è ancora evidente.

Lo stesso è valso per tutta l’Europa occidentale e atlantica, così come per una buona parte della Scandinavia.
Sul resto del Continente una recente folata di aria artica ha invece portato un freddo piuttosto marcato, con temperature fino a -15, -20°C, e anomalie negative medie di 3-6 gradi.
Proprio la Scandinavia si è poi resa protagonista negli ultimissimi giorni di un’ondata di gelo piuttosto marcata, con punte che mercoledì 6 gennaio hanno raggiunto i -40/-42°C.

post image

Meteo prossimi giorni: vento più mite e umido

L’alta pressione non tornerà, almeno per adesso.
Il vento oceanico è infatti costretto a lottare contro la resistenza offerta da un muro di aria gelida che si è formato tra est Europa e Scandinavia, trovandosi così costretto a deviare verso sud, in direzione del Mediterraneo dove si sfoga a suon di nuvole e piogge.

Anzi, nei prossimi giorni riusciranno a corrodere il muro tra i Balcani e il Mar Nero, richiamando a sé aria via via più mite e umida, accentuando ancor di più il vento che già adesso soffia sulla nostra Penisola.
Ci aspettano quindi giorni ventosi almeno fino a martedì o mercoledì, ad eccezione di alcune zone della Pianura Padana ben riparate dalle montagne. La temperatura aumenterà, relegando le poche nevicate previste alle cime più alte, ma anche le piogge non saranno poi così abbondanti, tranne che per brevi episodi.
Proprio nel fine settimana è comunque previsto il passaggio di una perturbazione organizzata, con piogge più estese e qualche temporale per alcune ore.

Questa più o meno la sostanza del tempo dei prossimi giorni.

post image

500 tornado in Europa nel 2015

I dati in arrivo dal database ufficiale europeo sono interessanti: nel corso del 2015 ci sono stati ben 499 tornado sul territorio continentale.
Il più forte tra i tornado segnalati è stato quello di Dolo (VE) dell’8 luglio scorso, che ha raggiunto il grado EF4 su una scala di 5, con venti a tratti superiori ai 300 km/h. Ma molti altri sono stati i tornado moderati o forti, soprattutto nelle pianure interne dell’Europa centrale.
Dalla mappa allegata si vede come numerose siano state le segnalazioni lungo le aree costiere, segno di grande attività di trombe marine, soprattutto nel periodo primaverile e autunnale; i tornado su terraferma invece si sono in larga parte concentrati nel periodo estivo, quando l’aria è molto calda e il passaggio di fronti freddi in quota può scatenare i temporali più forti.

C’è da dire che questo database è sicuramente incompleto, perché basato sulle segnalazioni da amatori o professionisti; non copre quindi l’intero territorio, e perciò è probabile che il numero di tornado effettivamente formatisi sia più alto.