Archivio per : agosto, 2016

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E’ tempo di uragani in Atlantico

Verso l’ultima parte dell’estate l’Oceano Atlantico centrale si popola di tempeste tropicali, che solitamente si fanno il loro viaggio dalle coste africane verso il largo per poi morire senza colpire la terraferma. Talora possono continuare a correre, fino ad interessare le coste statunitensi o caraibiche, a volte girano attorno all’anticiclone delle Azzorre virando verso nord fino ad essere agganciati dalle umide correnti oceaniche che li portano – ormai invecchiati – in direzione del continente europeo come classiche perturbazioni.

Una di queste tempeste, Gaston, in azione in questi giorni ben lontano dai continenti, proverà ad affacciarsi verso l’Europa già trasformato in normale perturbazione oceanica. Questo accadrà tra una settimana circa, con la prospettiva di rendere particolarmente difficili le previsioni dei prossimi giorni sulle nostre lande.
La grande iniezione di energia portata da un vecchio ciclone tropicale al flusso oceanico, infatti, comporta certe volte uno scombussolamento di quella che era la traiettoria seguita fino a quel momento dagli ammassi nuvolosi che scorrevano placidi da ovest verso est sul nostro Continente.

Non è un caso che – spesso – il primo peggioramento di fine estate sul Mediterraneo – arrivi per colpa diretta o indiretta di una di queste perturbazioni in arrivo dal Tropico. Di solito, però, accade con la seconda della lista, non la prima.
Il prode Gaston, con tutta probabilità non avrà fortuna dalle nostre parti.

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In arrivo i giorni più caldi, ma non per tutti

L’estate del Centro-Nord Italia ha finora riservato un andamento tutto sommato abbastanza in linea con la normalità: ci sono stati diversi picchi di caldo, è vero, ma isolati o comunque di breve durata.
Nei prossimi giorni, però, assisteremo all’arrivo dell’anticiclone africano per la prima volta in tutta la stagione.

L’onda calda più forte passerà tra la Francia, la Germania e il Belgio, dove sono attese temperature di 10-12 gradi al di sopra di quelle che dovrebbero esserci adesso; una anomalia davvero forte.
Ma il Centro-Nord Italia non starà a guardare, e farà la sua parte: già da domani si comincerà a salire, ma sarà soprattutto a partire da venerdì che inizieranno a fioccare i 30-32°C, con alcune punte anche più alte sia in Pianura Padana che nelle aree lontane dal mare del versante tirrenico.
Sulle coste soffieranno le brezze, andando così ad accumulare umidità che nelle ore serali e del primo mattino potrebbero accentuare la sensazione di afa su tutta la fascia costiera.

E al Sud?
Andrà un po’ meglio: per un’altra giornata ci saranno nuvole, vento e qualche temporale; poi il tempo andrà a migliorare pure qui. Le temperature saliranno gradualmente, ma non raggiungeranno gli estremi di cui abbiamo parlato finora.

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Tempo stabile ancora lontano

Quest’anno l’alta pressione africana non sta soggiogando il Mediterraneo come ha fatto fino al 2015. Anzi, spesso e volentieri è l’anticiclone delle Azzorre a fare la voce grossa portando un caldo piuttosto intenso ma spesso sopportabile, seppure oltre la normalità.

Molte zone del Settentrione, però, rimangono scoperte e continuano a risentire di folate di vento oceanico, umide e instabili, che a ondate portano temporali anche piuttosto forti. Gli ultimi acquazzoni ci sono stati nelle 48 ore scorse, con locali grandinate e migliaia di fulmini che hanno colpito in particolare Lombardia, alto Veneto e coste adriatiche.

E questa situazione è destinata a perdurare, se non a peggiorare in parte. Difatti tra venerdì e sabato è previsto il passaggio di una nuova perturbazione atlantica accompagnata da aria fresca e secca, che in contrasto con quella calda e umida ormai adagiata nel catino padano porterà di nuovo a temporali piuttosto forti, grandinate, e colpi di vento.
Stavolta gli effetti del passaggio si sentiranno anche nel resto d’Italia, quantomeno in termini di pioggia (un po’ meno in termini di temperatura), soprattutto in collina e montagna, ma a seconda della traiettoria finale dell’ammasso di nuvole potrebbero esserci grossi acquazzoni anche nelle aree costiere. Il dettaglio però è ben lontano dal poter essere illustrato, al momento.