Archivio per : dicembre, 2016

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L’inversione termica: cos’è?

Alta pressione, cielo sereno, vento calmo. Tutti questi fattori favoriscono – in particolare in tardo autunno e inverno, quando le nottate sono molto lunghe – il raffreddamento del terreno e la dispersione del calore verso l’alto.
L’atmosfera vicina al suolo quindi si raffredda, tanto più velocemente quanto più è asciutta, producendo quel fenomeno noto come inversione termica.

In queste condizioni la temperatura notturna scende, non solo in pianura, ma anche sulle colline, le montagne, le isole. Ma l’aria fredda è molto più densa e “collosa” rispetto a quella calda. Se manca il vento, quindi, vince la sola gravità: allora l’aria fredda generata lungo i pendii scivola lentamente in basso, in direzione della valle. In generale lo fa in maniera piuttosto uniforme; ma se ci sono dei torrenti, dei fiumiciattoli, dei rii che hanno scavato delle piccole vallate lungo i crinali allora gran parte dell’aria fredda si raccoglie qui, come se queste piccole vallate fossero dei veri e propri canali di scolo.
Può quindi capitare che all’interno di queste conche si registrino temperature di 3-4-5 gradi più basse rispetto al resto del fianco della montagna o della collina, pochi metri più in là!

Comunque, proseguendo nel proprio cammino, poi l’aria fredda raccolta nei canali arriva al piano, si accumula, ma continua il suo lento incedere finché rimane un lieve pendìo, fino al mare (o al lago).
Ecco il motivo per cui una località di collina o montagna, che non sia in una piccola valle scavata da un torrente o un fiume, in notti come queste registra temperature più alte rispetto alla pianura.
Qui, in aperta pianura, c’è un vento leggero che arriva dalle montagne; se invece ci troviamo in riva al mare o poco al largo allora il vento arriva dal letto del corso d’acqua, e sempre qui la temperatura è proprio di quei 3-5 gradi più bassa rispetto alle zone pedemontane.

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Un grande punto di domanda

Forme curiose vengono assunte dalle perturbazioni atlantiche in questo periodo.
In particolare ieri sera un fronte nuvoloso che si arricciava attorno a una bassa pressione in pieno Oceano ha preso le sembianze di un enorme punto di domanda.
Niente di serio, ovviamente; solo una piccola bizzarrìa che ci ha offerto lo spunto per parlare del tempo di questo dicembre ben poco invernale.

L’alta pressione insiste, e con essa le grosse inversioni termiche, con effetti molteplici:

- nebbia e smog che ristagnano nelle valli, anche in pieno giorno (vedi Pianura Padana);
- temperature che in molti casi sono più alte in montagna che al mare;
- la mancanza di nuvole cariche di pioggia e neve, che lasciano sia le Alpi che gli Appennini di un brullo poco invitante a stagione sciistica già iniziata.

Effetti in larga parte negativi, quindi.
E per adesso non sembrano esserci cambiamenti significativi in vista. Anzi, entro 5-8 giorni l’alta pressione potrebbe irrobustirsi oltre, facendo salire i barometri di alcune regioni d’Italia fin oltre i 1040 hPa, un valore che normalmente si riscontra solo in questo periodo e solamente tra la Russia e l’Europa dell’Est, per altri motivi legati a un freddo esteso che al momento manca anche laggiù.

Niente di nuovo insomma. Rimandiamo ancora le eventuali novità al periodo subito a ridosso del Natale.
Ne riparleremo.