Archivio per : marzo, 2017

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Velature e cumuli

In alcune condizioni meteorologiche l’aria si presenta molto umida, con cielo velato e luce forte e soffusa.
Talvolta in questi casi può capitare che non si riesca addirittura a distinguere una nuvola temporalesca “affogata” nel bel mezzo delle velature.

Ciò accade perché il cumulonembo (la nube temporalesca, appunto), pur essendo di grandi dimensioni e ben più prominente rispetto a un sottile velo di nuvole alte, è costituito anch’esso da ghiaccio in grani fini o finissimi, che riflettono la luce allo stesso identico modo dei cirri.
Occorre quindi un occhio ben allenato per distinguere in foto come quella in questo esempio, la criniera del cumulonembo in lontananza, una nube pronta a scaricare acquazzoni e fulmini.

Saper riuscire a fare questa distinzione può essere di grande importanza nel caso ci si trovi, in particolare in alta montagna o al largo sul mare, i posti nei quali il rischio di fulmini che si scaricano a distanza di chilometri dalla verticale del cumulonembo (sono chiamati fulmini positivi) è molto alta.
L’unico consiglio è – quindi – di imparare ad osservare il cielo, guidati da esperienza e persone competenti. Non è mai troppo tardi per cominciare a farlo.

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La nebbia non è altro che …

La nebbia fa parte del nostro clima.
La troviamo spesso in inverno in Pianura Padana, ma non solo: in generale ingloba in un manto grigio le valli più lontane dal mare durante la notte e il primo mattino, sconfinando talvolta fin sulla costa.
In primavera diventa invece più frequente proprio lungo le fasce litoranee, dove può insistere anche nelle ore centrali del giorno.

La nebbia non è altro che una nuvola appoggiata al suolo.
Può formarsi per tanti motivi; in particolare:

- per irraggiamento: ossia per il raffreddamento dell’aria umida vicina al suolo, quando la pressione è alta, il vento è calmo e il calo della temperatura è molto veloce;
- per avvezione: cioè per scorrimento, in particolare di aria tiepida e umida sopra un terreno freddo o un corso d’acqua fredda. A causa del contatto tra l’aria in arrivo e la superficie fredda il vapore acqueo condensa in goccioline sottilissime.

Nasce, comunque, in condizioni di stabilità, quando l’aria è ferma o scorre in orizzontale; non devono esserci movimenti verso l’alto o il basso, turbolenze, vortici, o venti termici; altrimenti la nebbia si dissolve velocemente.

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