Da www.avventurosamente.it

Il caldo (relativo) del fine settimana: perché?

Tra sabato e domenica diverse regioni italiane potranno vedere temperature fino a 20 gradi, in alcune zone anche di più.
Fra queste regioni ce ne sono anche alcune del Settentrione, affatto abituate a questi valori a gennaio, ancor meno del resto d’Italia.

Il motivo di tutto questo è semplice: il Foehn, il vento caldo (relativamente al periodo) e asciutto che scivola dalle montagne verso le vallate dissolvendo le nuvole e pulendo il cielo, regalando così  un tepore inusuale ma anche fastidiosi mal di testa a chi ne soffre.
Il Foehn nasce in questo modo: dall’Oceano arriva aria umida che lungo il suo cammino incontra le Alpi, spinta dai venti sale verso l’alto lungo il versante estero dei crinali, si raffredda (di circa 0,6 gradi per ogni 100 metri di salita) e qui genera nuvole cariche di piogge o nevicate.
Così facendo l’aria portata dal vento si scarica di umidità, diventa più secca, e arriva sulle vette delle montagne asciutta o quasi. Ma soprattutto più fredda.

E allora spingendo ancora verso sud il vento si troverà ad affrontare il versante padano delle montagne ormai sufficientemente asciutto e freddo, più asciutto e freddo (ossia più denso, pesante) dell’aria che si troverà davanti. Quindi il suo cammino naturale lo porterà verso il basso, di nuovo lungo i crinali (italiani, stavolta) a scaldarsi di circa un grado per ogni 100 metri di quota discesa. più di quanto si sia raffreddato sull’altro versante, perché adesso subisce un processo fisico diverso, in ambiente asciutto, non più umido. E’ questo a fare la differenza più grande.

Il vento arriverà in valle quindi con una temperatura più alta di quella che aveva quando è partito dall’oceano, di circa 4 gradi per ogni chilometro di dislivello percorso. E sarà particolarmente asciutto.
Così nasce il Foehn.
Il suo effetto sulle temperature può essere amplificato dal cielo particolarmente limpido che comporta il suo arrivo, con i raggi del sole che potranno così colpire più facilmente il terreno.

Talvolta il Foehn rimane “galleggiante”, ossia non arriva in vallata e nella Pianura Padana, ma solca questi cieli soffiando solo da una certa quota in sù. Questo accade se l’aria sul versante italiano delle montagne era già più asciutta e fredda (e quindi densa, pesante) di quella in arrivo dai crinali. In questi casi sono le colline ed alcune montagne a subire gli effetti più forti sulle temperature, mentre in pianura l’aria si scalda, ma senza raggiungere valori particolarmente alti per il solo effetto dei raggi solari nell’aria più limpida.

Il corrispettivo appenninico del Foehn è il Garbino, che soffia nelle pianure e sulle colline adriatiche (dalla Romagna al Gargano) quando il Libeccio umido soffia tra Toscana e Campania spingendo nuvole e piogge verso le montagne, per poi portare il vento a scavalcare i crinali, subendo tutti i processi appena descritti.


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