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Velature e cumuli

In alcune condizioni meteorologiche l’aria si presenta molto umida, con cielo velato e luce forte e soffusa.
Talvolta in questi casi può capitare che non si riesca addirittura a distinguere una nuvola temporalesca “affogata” nel bel mezzo delle velature.

Ciò accade perché il cumulonembo (la nube temporalesca, appunto), pur essendo di grandi dimensioni e ben più prominente rispetto a un sottile velo di nuvole alte, è costituito anch’esso da ghiaccio in grani fini o finissimi, che riflettono la luce allo stesso identico modo dei cirri.
Occorre quindi un occhio ben allenato per distinguere in foto come quella in questo esempio, la criniera del cumulonembo in lontananza, una nube pronta a scaricare acquazzoni e fulmini.

Saper riuscire a fare questa distinzione può essere di grande importanza nel caso ci si trovi, in particolare in alta montagna o al largo sul mare, i posti nei quali il rischio di fulmini che si scaricano a distanza di chilometri dalla verticale del cumulonembo (sono chiamati fulmini positivi) è molto alta.
L’unico consiglio è – quindi – di imparare ad osservare il cielo, guidati da esperienza e persone competenti. Non è mai troppo tardi per cominciare a farlo.

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