Tag : caldo

post image

La nebbia non è altro che …

La nebbia fa parte del nostro clima.
La troviamo spesso in inverno in Pianura Padana, ma non solo: in generale ingloba in un manto grigio le valli più lontane dal mare durante la notte e il primo mattino, sconfinando talvolta fin sulla costa.
In primavera diventa invece più frequente proprio lungo le fasce litoranee, dove può insistere anche nelle ore centrali del giorno.

La nebbia non è altro che una nuvola appoggiata al suolo.
Può formarsi per tanti motivi; in particolare:

- per irraggiamento: ossia per il raffreddamento dell’aria umida vicina al suolo, quando la pressione è alta, il vento è calmo e il calo della temperatura è molto veloce;
- per avvezione: cioè per scorrimento, in particolare di aria tiepida e umida sopra un terreno freddo o un corso d’acqua fredda. A causa del contatto tra l’aria in arrivo e la superficie fredda il vapore acqueo condensa in goccioline sottilissime.

Nasce, comunque, in condizioni di stabilità, quando l’aria è ferma o scorre in orizzontale; non devono esserci movimenti verso l’alto o il basso, turbolenze, vortici, o venti termici; altrimenti la nebbia si dissolve velocemente.

IMG_2784

post image

L’inversione termica: cos’è?

Alta pressione, cielo sereno, vento calmo. Tutti questi fattori favoriscono – in particolare in tardo autunno e inverno, quando le nottate sono molto lunghe – il raffreddamento del terreno e la dispersione del calore verso l’alto.
L’atmosfera vicina al suolo quindi si raffredda, tanto più velocemente quanto più è asciutta, producendo quel fenomeno noto come inversione termica.

In queste condizioni la temperatura notturna scende, non solo in pianura, ma anche sulle colline, le montagne, le isole. Ma l’aria fredda è molto più densa e “collosa” rispetto a quella calda. Se manca il vento, quindi, vince la sola gravità: allora l’aria fredda generata lungo i pendii scivola lentamente in basso, in direzione della valle. In generale lo fa in maniera piuttosto uniforme; ma se ci sono dei torrenti, dei fiumiciattoli, dei rii che hanno scavato delle piccole vallate lungo i crinali allora gran parte dell’aria fredda si raccoglie qui, come se queste piccole vallate fossero dei veri e propri canali di scolo.
Può quindi capitare che all’interno di queste conche si registrino temperature di 3-4-5 gradi più basse rispetto al resto del fianco della montagna o della collina, pochi metri più in là!

Comunque, proseguendo nel proprio cammino, poi l’aria fredda raccolta nei canali arriva al piano, si accumula, ma continua il suo lento incedere finché rimane un lieve pendìo, fino al mare (o al lago).
Ecco il motivo per cui una località di collina o montagna, che non sia in una piccola valle scavata da un torrente o un fiume, in notti come queste registra temperature più alte rispetto alla pianura.
Qui, in aperta pianura, c’è un vento leggero che arriva dalle montagne; se invece ci troviamo in riva al mare o poco al largo allora il vento arriva dal letto del corso d’acqua, e sempre qui la temperatura è proprio di quei 3-5 gradi più bassa rispetto alle zone pedemontane.

post image

Piogge molto abbondanti tra Valle d’Aosta e Piemonte

I due contendenti sono al massimo della forma: da una parte c’è una bassa pressione sulle Isole Britanniche che sta per raggiungere un valore al centro pari a 975 hPa, circa; dall’altra l’alta pressione russo-siberiana, che questa notte ha superato i 1065 hPa.
E’ insomma in corso un braccio di ferro, che al momento vede i due contendenti fronteggiarsi senza prevalere l’uno sull’altro.

Dall’immagine satellitare si percepisce quello che sta succedendo: da una parte – verso l’Atlantico – si vede una enorme scacchiera di nuvole piccole e sparpagliate, che segnalano un gran rovescio di aria fredda e instabile, che dall’Artico viene mano a mano avviluppato attorno a un ricciolo nuvoloso in viaggio verso il canale della Manica; dall’altra parte l’evidenza chiara e netta del MURO opposto dall’alta pressione russa, una grande macchia bianca di nuvole basse e nebbie che risale dal Mar Nero verso le repubbliche del Baltico, a tradire lo scorrimento dell’aria mite e umida pompata dalla bassa pressione britannica al di sopra il cuscino freddo e stabile ancora presente al suolo per la recente visita – da quelle parti – dell’alta pressione.

La sfida continuerà, per giorni e giorni, ma lentamente i toni si smorzeranno, perché l’aria fredda covata dall’alta pressione russa sul territorio dell’est Europa si sarà ormai esaurita e il muro lentamente si sgretolerà, permettendo alla bassa pressione oceanica di risparmiare energie.
Allora la bassa pressione stessa avanzerà lentamente verso est, ma dovrà faticare per guadagnare spazio, perché comunque il muro rimarrà presente, seppure più fragile.
Ne pagheranno le conseguenze in particolare le nostre regioni tra Valle d’Aosta e Piemonte, dove lo Scirocco richiamato dalla bassa pressione ammasserà tanta di quell’aria umida da scaricare – da qui a giovedì compreso – fino a 300-400 mm di pioggia (se non di più) nelle aree a ridosso dei monti tra Canavese, Biellese, alto Vercellese, Ossola e Novarese.
Fiumi in ingrossamento, quindi.
Poi finalmente il fronte riuscirà a prevalere, e lo Scirocco si smorzerà; ma continueranno a cadere piogge intermittenti, con l’aria che si manterrà umida.

post image

Fine settimana con la pioggia

L’Italia sta passando un periodo tutto sommato normale per il mese di novembre: al Nord arrivano i primi freddi, qualche brinata in pianura, la neve che episodicamente sfiora le colline, e l’inquinamento che si accentua per la stabilità dell’aria.
Al Centro-Sud invece le perturbazioni sono ancora vivaci; portano dei temporali, vento localmente forte, ma anche un graduale calo della temperatura.

E’ il tardo autunno, che comunque propone spesso delle varianti anche vistose.
E’ il caso del prossimo weekend, quando alcune perturbazioni oceaniche affonderanno verso la Francia e le Baleari richiamando verso di noi venti umidi e miti che porteranno piogge più estese e meglio distribuite lungo tutta la Penisola, accompagnate dal vento soprattutto sull’area costiera.

Non sono attese nevicate importanti, se non ad alta quota e solo su alcune aree delle Alpi; ma l’aria rimarrà fresca nelle solite aree riparate del basso Piemonte e dell’Appennino Ligure.

post image

Giovedì il tempo cambierà

Piogge e temporali al Sud e nelle aree adriatiche, saltuariamente anche tra bassa Toscana, Lazio e Umbria, una tantum pure in Liguria.
Fresco nel Meridione, dove il Grecale soffia ad intermittenza. Caldo afoso al Nord, qua e là anche al Centro.

Questo il quadro del tempo degli ultimi giorni in Italia, una condizione in un modo o nell’altro anomala per il periodo di settembre.
Fino a mercoledì non ci saranno grosse variazioni, anche se lentamente l’instabilità nel Meridione inizierà a mollare la presa, sparpagliando i temporali e facendoli durare sempre meno.

Ma da giovedì interverranno altre correnti, venti freschi e umidi oceanici, che soffieranno via tutta l’umidità raccoltasi sui nostri mari, nelle pianure e nelle vallate condensandola in una scodata di forti temporali che attraverseranno tutta l’Italia del Centro-Nord.
Passati i primi temporali arriveranno quindi il Libeccio e il Mistral, a far calare le temperature e a mantenere per qualche giorno una certa instabilità che proporrà ancora degli acquazzoni sparsi nelle regioni più esposte al vento.

Note di autunno, quindi. Con una scadenza che al momento non è ancora dato conoscere.

post image

E’ tempo di uragani in Atlantico

Verso l’ultima parte dell’estate l’Oceano Atlantico centrale si popola di tempeste tropicali, che solitamente si fanno il loro viaggio dalle coste africane verso il largo per poi morire senza colpire la terraferma. Talora possono continuare a correre, fino ad interessare le coste statunitensi o caraibiche, a volte girano attorno all’anticiclone delle Azzorre virando verso nord fino ad essere agganciati dalle umide correnti oceaniche che li portano – ormai invecchiati – in direzione del continente europeo come classiche perturbazioni.

Una di queste tempeste, Gaston, in azione in questi giorni ben lontano dai continenti, proverà ad affacciarsi verso l’Europa già trasformato in normale perturbazione oceanica. Questo accadrà tra una settimana circa, con la prospettiva di rendere particolarmente difficili le previsioni dei prossimi giorni sulle nostre lande.
La grande iniezione di energia portata da un vecchio ciclone tropicale al flusso oceanico, infatti, comporta certe volte uno scombussolamento di quella che era la traiettoria seguita fino a quel momento dagli ammassi nuvolosi che scorrevano placidi da ovest verso est sul nostro Continente.

Non è un caso che – spesso – il primo peggioramento di fine estate sul Mediterraneo – arrivi per colpa diretta o indiretta di una di queste perturbazioni in arrivo dal Tropico. Di solito, però, accade con la seconda della lista, non la prima.
Il prode Gaston, con tutta probabilità non avrà fortuna dalle nostre parti.

post image

Quarantasei gradi a Palermo!

In Sicilia era prevista ormai da giorni una robusta invasione di aria calda dal deserto.

Lo Scirocco, unito all’effetto di compressione dell’aria dovuto alla caduta dai monti alle spalle della Conca d’Oro, sta portando la colonnina di mercurio a livelli estremamente alti nel Palermitano, proprio in corrispondenza del capoluogo e dei dintorni.
In questo momento si registrano ben 45,7°C a Villagrazia, ma – come si vede dalla mappa fornita dalla Rete Meteonetwork, ricca di stazioni meteorologiche a norma – le cose non vanno affatto meglio negli immediati dintorni.

Non è notizia di adesso la situazione DRAMMATICA che stanno vivendo alcune zone della provincia, con incendi che da ieri sera bruciano boschi e case sulle colline sotto lo sferzare delle raffiche di Scirocco, che raggiungono oggi i 70-75 km/h.
Questo sarà l’apice dell’onda di calore, ma la temperatura rimarrà ben oltre la norma ancora per diversi giorni.

post image

Meteo weekend: sostanzialmente caldo

Gli sbuffi di aria più fresca, o comunque meno calda di ieri, che stanno attraversando l’Italia in queste ore non devono ingannare.
Ben presto, infatti, si tornerà al vento caldo, allo Scirocco, e probabilmente alla polvere sahariana in sospensione, ad accompagnare un periodo che sa già d’estate, o quasi.

Per avere un sentore d’estate vero e proprio mancano ancora alcuni dettagli non da poco, come il mare adesso troppo freddo e quindi in grado di generare nuvole basse e compatte allo scorrervi delle raffiche africane al di sopra. Oppure il fatto che i venti oceanici sono ancora troppo vicini ai nostri confini, portando di quando in quando maltempo vero e proprio, soprattutto nel Settentrione dove i due contendenti (caldo e umido oceanico) si incontrano.

Comunque, in generale, per il weekend al Centro-Sud ci sarà poco da dire: Scirocco, localmente forte, caldo (fino a superare i 27°/28°C in alcune località), con cieli sporcati da velature e polvere desertica, ma anche da qualche banco di nuvole più denso, in particolare sulla parte alta e quella interna della Toscana.

Al Nord qualcosa di diverso: tempo più instabile, quantomeno in montagna e nelle aree pedemontane alpine, con nuvole dense e qualche acquazzone o temporale sempre possibile, in particolare nelle ore del pomeriggio. In alta montagna ventoso e a rischio neve oltre i 2000-2300 metri; quindi si sconsigliano eventuali escursioni.
In aperta pianura leggermente meglio, con caldo relativamente accentuato, più sole, foschia e vento limitato ad alcune forti raffiche allo sbocco delle valli appenniniche.

post image

Meteo: più movimentato da metà settimana

Basta affacciarsi alla finestra e lo vediamo: l’Italia, quasi tutta, è sotto il tiro di vento umido in arrivo dal nord Africa, con foschia dovuta alle grandi quantità di polvere desertica in sospensione, e le nuvole che si addensano a ridosso delle montagne del nord-ovest, portando qui pioggia sporca e neve solo a quote molto alte.
Non mancano nemmeno le nebbie, sulle coste adriatiche e in Pianura Padana. I mari infatti sono ancora freddi in superficie, e lo scorrimento del vento più mite in arrivo da sud provoca la condensazione del vapore acqueo nella cosidetta nebbia d’avvezione, tipica proprio di questo periodo.

E’ una situazione di tempo tutto sommato stazionaria da parecchi giorni, ma che sta per cambiare.
Infatti il grande Vortice Polare che comanda il tempo invernale, distribuendo il suo carico di freddo lungo tutto l’Emisfero nella brutta stagione, è sempre vivo, anche se comincia a perdere colpi. Sta cominciando a soffiare aria fredda verso l’ovest Europa e la Spagna, pronto a scatenare la reazione della controparte africana, dove ormai la temperatura inizia a salire parecchio.
Entro mercoledì nascerà una perturbazione, proprio sull’Africa, e attraverserà nei giorni successivi gran parte d’Italia risucchiando a sé l’aria fredda ormai sedimentata sull’Europa centrale e ripasciuta da un’altra ventata ancor più fredda e veloce in arrivo dal Mare del Labrador.
Il contrasto porterà piogge sparse, temporali, vento e sbalzi improvvisi di temperatura impegnando le nostre giornate almeno fino a sabato, ma alternando il maltempo a momenti relativamente più gradevoli.

post image

Palermo si è svegliata con 25 gradi!

La primavera è arrivata ieri, esattamente alle ore 5:30 del mattino.
E i primi refoli di aria calda non si sono fatti attendere. Stamani, infatti, Palermo si è svegliata con 25 gradi, e adesso sta salendo verso i 27°C in zona Capaci.
Qualcosa di simile sta accadendo nel Messinese, dove adesso ci sono 26-27°C diffusi lungo la costa tirrenica.

Il tutto è dovuto al vento di caduta dalle montagne che si trovano appena a sud, vento innescato da uno Scirocco piuttosto robusto che sta risalendo dal Sahara attraverso il Mare Libico.
E’ il primo richiamo verso una perturbazione in lento avvicinamento dalla Spagna e dal Marocco, la stessa perturbazione che tra domani e mercoledì attraverserà proprio il Centro-Sud portando soprattutto tanto vento, ma anche alcuni forti temporali, o comunque piogge battenti a ridosso delle montagne appenniniche.
Al Nord dovrebbe arrivare solamente del vento, più fresco e teso nelle aree più esposte alla Bora; invece le nuvole e le piogge si limiteranno a poche effimere apparizioni.