Tag : freddo

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Nebbia marittima … particolare

Questa è una immagine ad alta risoluzione dal satellite Aqua, da circa 400 km di altezza.
Si riferisce a giovedì scorso, ad inizio pomeriggio, quando nel bel mezzo di una giornata molto gradevole alcuni banchi di nebbia fitta insistevano su diversi tratti della costa francese, ligure e toscana.
Il tutto nonostante ci fosse alta pressione, con aria molto mite e venti calmi.

E’ colpa dell’acqua di fusione delle nevi, raccolta dalle Alpi Marittime e dall’Appennino verso i fiumi e poi riversata in mare.
E’ acqua fredda, che si trova a contatto con una pellicola d’aria ferma da giorni e molto molto umida, calda, surriscaldata dal sole ormai forte.
Basta il semplice contatto tra l’acqua fredda in arrivo in mare aperto e l’aria umida ed ecco che … l’aria sulla superficie marina raffreddandosi di nuovo per contatto genera nebbia.

Se osservate bene l’immagine vedrete come le colate escano proprio dalle vallate fluviali, estendendosi più al largo in presenza di valli strette e ripide, come quelle dell’Imperiese.

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La nebbia non è altro che …

La nebbia fa parte del nostro clima.
La troviamo spesso in inverno in Pianura Padana, ma non solo: in generale ingloba in un manto grigio le valli più lontane dal mare durante la notte e il primo mattino, sconfinando talvolta fin sulla costa.
In primavera diventa invece più frequente proprio lungo le fasce litoranee, dove può insistere anche nelle ore centrali del giorno.

La nebbia non è altro che una nuvola appoggiata al suolo.
Può formarsi per tanti motivi; in particolare:

- per irraggiamento: ossia per il raffreddamento dell’aria umida vicina al suolo, quando la pressione è alta, il vento è calmo e il calo della temperatura è molto veloce;
- per avvezione: cioè per scorrimento, in particolare di aria tiepida e umida sopra un terreno freddo o un corso d’acqua fredda. A causa del contatto tra l’aria in arrivo e la superficie fredda il vapore acqueo condensa in goccioline sottilissime.

Nasce, comunque, in condizioni di stabilità, quando l’aria è ferma o scorre in orizzontale; non devono esserci movimenti verso l’alto o il basso, turbolenze, vortici, o venti termici; altrimenti la nebbia si dissolve velocemente.

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Gennaio 2017: un mese freddo

Dopo molto tempo – quasi 2 anni per alcune regioni – l’Italia ha vissuto un mese di temperature al di sotto della normalità.
E’ il mese di gennaio 2017, che ha aperto l’anno con venti freddi, perlopiù asciutti al Settentrione, più umidi e ricchi di nevicate al Centro-Sud, come d’altra parte ci hanno raccontato le immagini e la cronaca da Abruzzo e Marche.

Tutto a causa di nevicate estese che nel mese precedente avevano riguardato la Russia fin sui confini europei, con le temperature che nelle vallate tra i monti Urali hanno sfiorato i -50°C.
Un ammasso di aria gelida che, con qualche difficoltà, è riuscito a spingersi in parte stemperato fin sull’Europa centrale e l’Italia con le conseguenze che sappiamo.

Due numeri: al Centro-Sud l’anomalia ha raggiunto i -2/-3°C sui valori tipici del periodo; nel Settentrione, invece, non siamo scesi per più di un grado al di sotto della normalità. Anzi, in alcune zone della Pianura Padana, complice il vento di Favonio che accompagnava le irruzioni fredde, la temperatura è rimasta su valori del tutto normali.

Comunque, come già accennato, larga parte dell’Europa centrale ha vissuto un mese freddo; il picco è stato raggiunto nelle vallate balcaniche, dove il gelo ha portato valori fino a SEI GRADI al di sotto della normalità.
Di contro nel nord Europa l’aria è rimasta relativamente tiepida.

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Piogge molto abbondanti tra Valle d’Aosta e Piemonte

I due contendenti sono al massimo della forma: da una parte c’è una bassa pressione sulle Isole Britanniche che sta per raggiungere un valore al centro pari a 975 hPa, circa; dall’altra l’alta pressione russo-siberiana, che questa notte ha superato i 1065 hPa.
E’ insomma in corso un braccio di ferro, che al momento vede i due contendenti fronteggiarsi senza prevalere l’uno sull’altro.

Dall’immagine satellitare si percepisce quello che sta succedendo: da una parte – verso l’Atlantico – si vede una enorme scacchiera di nuvole piccole e sparpagliate, che segnalano un gran rovescio di aria fredda e instabile, che dall’Artico viene mano a mano avviluppato attorno a un ricciolo nuvoloso in viaggio verso il canale della Manica; dall’altra parte l’evidenza chiara e netta del MURO opposto dall’alta pressione russa, una grande macchia bianca di nuvole basse e nebbie che risale dal Mar Nero verso le repubbliche del Baltico, a tradire lo scorrimento dell’aria mite e umida pompata dalla bassa pressione britannica al di sopra il cuscino freddo e stabile ancora presente al suolo per la recente visita – da quelle parti – dell’alta pressione.

La sfida continuerà, per giorni e giorni, ma lentamente i toni si smorzeranno, perché l’aria fredda covata dall’alta pressione russa sul territorio dell’est Europa si sarà ormai esaurita e il muro lentamente si sgretolerà, permettendo alla bassa pressione oceanica di risparmiare energie.
Allora la bassa pressione stessa avanzerà lentamente verso est, ma dovrà faticare per guadagnare spazio, perché comunque il muro rimarrà presente, seppure più fragile.
Ne pagheranno le conseguenze in particolare le nostre regioni tra Valle d’Aosta e Piemonte, dove lo Scirocco richiamato dalla bassa pressione ammasserà tanta di quell’aria umida da scaricare – da qui a giovedì compreso – fino a 300-400 mm di pioggia (se non di più) nelle aree a ridosso dei monti tra Canavese, Biellese, alto Vercellese, Ossola e Novarese.
Fiumi in ingrossamento, quindi.
Poi finalmente il fronte riuscirà a prevalere, e lo Scirocco si smorzerà; ma continueranno a cadere piogge intermittenti, con l’aria che si manterrà umida.

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Fine settimana con la pioggia

L’Italia sta passando un periodo tutto sommato normale per il mese di novembre: al Nord arrivano i primi freddi, qualche brinata in pianura, la neve che episodicamente sfiora le colline, e l’inquinamento che si accentua per la stabilità dell’aria.
Al Centro-Sud invece le perturbazioni sono ancora vivaci; portano dei temporali, vento localmente forte, ma anche un graduale calo della temperatura.

E’ il tardo autunno, che comunque propone spesso delle varianti anche vistose.
E’ il caso del prossimo weekend, quando alcune perturbazioni oceaniche affonderanno verso la Francia e le Baleari richiamando verso di noi venti umidi e miti che porteranno piogge più estese e meglio distribuite lungo tutta la Penisola, accompagnate dal vento soprattutto sull’area costiera.

Non sono attese nevicate importanti, se non ad alta quota e solo su alcune aree delle Alpi; ma l’aria rimarrà fresca nelle solite aree riparate del basso Piemonte e dell’Appennino Ligure.

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E’ tempo di uragani in Atlantico

Verso l’ultima parte dell’estate l’Oceano Atlantico centrale si popola di tempeste tropicali, che solitamente si fanno il loro viaggio dalle coste africane verso il largo per poi morire senza colpire la terraferma. Talora possono continuare a correre, fino ad interessare le coste statunitensi o caraibiche, a volte girano attorno all’anticiclone delle Azzorre virando verso nord fino ad essere agganciati dalle umide correnti oceaniche che li portano – ormai invecchiati – in direzione del continente europeo come classiche perturbazioni.

Una di queste tempeste, Gaston, in azione in questi giorni ben lontano dai continenti, proverà ad affacciarsi verso l’Europa già trasformato in normale perturbazione oceanica. Questo accadrà tra una settimana circa, con la prospettiva di rendere particolarmente difficili le previsioni dei prossimi giorni sulle nostre lande.
La grande iniezione di energia portata da un vecchio ciclone tropicale al flusso oceanico, infatti, comporta certe volte uno scombussolamento di quella che era la traiettoria seguita fino a quel momento dagli ammassi nuvolosi che scorrevano placidi da ovest verso est sul nostro Continente.

Non è un caso che – spesso – il primo peggioramento di fine estate sul Mediterraneo – arrivi per colpa diretta o indiretta di una di queste perturbazioni in arrivo dal Tropico. Di solito, però, accade con la seconda della lista, non la prima.
Il prode Gaston, con tutta probabilità non avrà fortuna dalle nostre parti.

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Ancora occasioni per forti piogge

Un maggio finora ballerino, con numerosi temporali, alcune grandinate abbondanti e anche delle nevicate ad alta quota sulle Alpi così come sulle cime appenniniche.
Tutto sommato è QUESTA la normalità della primavera. Maggio è – ad esempio – il mese più piovoso dell’anno per vaste aree alpine, ma spesso si presenta instabile anche nelle aree di pianura.
I climi caldi e assolati cui siamo stati abituati negli ultimi decenni rappresentano una anomalia rispetto ai periodi precedenti, un cambiamento che ha comportato l’aumento graduale dell’energia in gioco in atmosfera e di conseguenza un numero sempre maggiore di temporali più forti e insistenti in occasione dei passaggi delle perturbazioni.

Durante la settimana che si è aperta ieri, comunque, ci saranno ancora occasioni per forti piogge.
Tra giovedì e venerdì passerà una perturbazione organizzata a partire da Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria e Lombardia, per transitare poi sulle regioni tirreniche e il Triveneto, e finendo con le aree adriatiche e il Meridione.
Porterà nuovi temporali, piogge localmente molto abbondanti, vento e aria fresca.

La limpidezza dell’aria a seguire questo evento favorirà, nel fine settimana, un abbondante irraggiamento delle pianure tra Centro e Nord Italia, dove si vedranno probabilmente i primi 26-28°C entro domenica.
Ma … ancora bisognerà aspettare per avere tempo stabile.

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Pioggia estesa in settimana al Centro-Nord

Il tempo sta lentamente peggiorando sul territorio italiano. Già ieri in alcune zone della Sardegna ci sono state piogge piuttosto insistenti, ma alcuni acquazzoni hanno interessato anche Valle d’Aosta, Piemonte e Lombardia.

Questo a causa di venti umidi che stanno ammassando le nuvole a ridosso delle montagne esposte allo Scirocco, vento richiamato da una grossa bassa pressione adesso al largo del Portogallo.
Proprio questa bassa pressione si sposterà nei prossimi 3-4 giorni verso la Francia, e poi – attorno a giovedì-venerdì – sull’Italia, scaricando qua gran parte del suo potenziale in termini di pioggia.

In reaItà inizialmente rimarranno più esposte le zone tra Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia e parte della Liguria; ma già martedì inizierà a piovere in maniera decisa anche sul resto del Nord (esclusa una parte dell’Emilia-Romagna), sull’Appennino e localmente sulle aree adriatiche.
Tra mercoledì e soprattutto giovedì arriverà il grosso delle piogge, con accumuli fino a 80-120 mm ogni 18-24 ore a ridosso delle montagne alpine e dell’Appennino; ma pioverà frequentemente anche sull’aperta Pianura Padana, in Toscana, Lazio, Campania, Calabria, e in misura minore sul vicino versante adriatico e la Sardegna.
L’estremo Meridione rimarrà un po’ più ai margini, con poche piogge e temperature alte.

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Meteo weekend: sostanzialmente caldo

Gli sbuffi di aria più fresca, o comunque meno calda di ieri, che stanno attraversando l’Italia in queste ore non devono ingannare.
Ben presto, infatti, si tornerà al vento caldo, allo Scirocco, e probabilmente alla polvere sahariana in sospensione, ad accompagnare un periodo che sa già d’estate, o quasi.

Per avere un sentore d’estate vero e proprio mancano ancora alcuni dettagli non da poco, come il mare adesso troppo freddo e quindi in grado di generare nuvole basse e compatte allo scorrervi delle raffiche africane al di sopra. Oppure il fatto che i venti oceanici sono ancora troppo vicini ai nostri confini, portando di quando in quando maltempo vero e proprio, soprattutto nel Settentrione dove i due contendenti (caldo e umido oceanico) si incontrano.

Comunque, in generale, per il weekend al Centro-Sud ci sarà poco da dire: Scirocco, localmente forte, caldo (fino a superare i 27°/28°C in alcune località), con cieli sporcati da velature e polvere desertica, ma anche da qualche banco di nuvole più denso, in particolare sulla parte alta e quella interna della Toscana.

Al Nord qualcosa di diverso: tempo più instabile, quantomeno in montagna e nelle aree pedemontane alpine, con nuvole dense e qualche acquazzone o temporale sempre possibile, in particolare nelle ore del pomeriggio. In alta montagna ventoso e a rischio neve oltre i 2000-2300 metri; quindi si sconsigliano eventuali escursioni.
In aperta pianura leggermente meglio, con caldo relativamente accentuato, più sole, foschia e vento limitato ad alcune forti raffiche allo sbocco delle valli appenniniche.

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Meteo: più movimentato da metà settimana

Basta affacciarsi alla finestra e lo vediamo: l’Italia, quasi tutta, è sotto il tiro di vento umido in arrivo dal nord Africa, con foschia dovuta alle grandi quantità di polvere desertica in sospensione, e le nuvole che si addensano a ridosso delle montagne del nord-ovest, portando qui pioggia sporca e neve solo a quote molto alte.
Non mancano nemmeno le nebbie, sulle coste adriatiche e in Pianura Padana. I mari infatti sono ancora freddi in superficie, e lo scorrimento del vento più mite in arrivo da sud provoca la condensazione del vapore acqueo nella cosidetta nebbia d’avvezione, tipica proprio di questo periodo.

E’ una situazione di tempo tutto sommato stazionaria da parecchi giorni, ma che sta per cambiare.
Infatti il grande Vortice Polare che comanda il tempo invernale, distribuendo il suo carico di freddo lungo tutto l’Emisfero nella brutta stagione, è sempre vivo, anche se comincia a perdere colpi. Sta cominciando a soffiare aria fredda verso l’ovest Europa e la Spagna, pronto a scatenare la reazione della controparte africana, dove ormai la temperatura inizia a salire parecchio.
Entro mercoledì nascerà una perturbazione, proprio sull’Africa, e attraverserà nei giorni successivi gran parte d’Italia risucchiando a sé l’aria fredda ormai sedimentata sull’Europa centrale e ripasciuta da un’altra ventata ancor più fredda e veloce in arrivo dal Mare del Labrador.
Il contrasto porterà piogge sparse, temporali, vento e sbalzi improvvisi di temperatura impegnando le nostre giornate almeno fino a sabato, ma alternando il maltempo a momenti relativamente più gradevoli.