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Gennaio 2017: un mese freddo

Dopo molto tempo – quasi 2 anni per alcune regioni – l’Italia ha vissuto un mese di temperature al di sotto della normalità.
E’ il mese di gennaio 2017, che ha aperto l’anno con venti freddi, perlopiù asciutti al Settentrione, più umidi e ricchi di nevicate al Centro-Sud, come d’altra parte ci hanno raccontato le immagini e la cronaca da Abruzzo e Marche.

Tutto a causa di nevicate estese che nel mese precedente avevano riguardato la Russia fin sui confini europei, con le temperature che nelle vallate tra i monti Urali hanno sfiorato i -50°C.
Un ammasso di aria gelida che, con qualche difficoltà, è riuscito a spingersi in parte stemperato fin sull’Europa centrale e l’Italia con le conseguenze che sappiamo.

Due numeri: al Centro-Sud l’anomalia ha raggiunto i -2/-3°C sui valori tipici del periodo; nel Settentrione, invece, non siamo scesi per più di un grado al di sotto della normalità. Anzi, in alcune zone della Pianura Padana, complice il vento di Favonio che accompagnava le irruzioni fredde, la temperatura è rimasta su valori del tutto normali.

Comunque, come già accennato, larga parte dell’Europa centrale ha vissuto un mese freddo; il picco è stato raggiunto nelle vallate balcaniche, dove il gelo ha portato valori fino a SEI GRADI al di sotto della normalità.
Di contro nel nord Europa l’aria è rimasta relativamente tiepida.

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Meteo: vento, prima mite, poi fresco

Quello che succederà al meteo nei prossimi giorni è legato all’arrivo di una perturbazione dall’Artico, che prima di passare sui nostri cieli richiamerà a sé una gran quantità di aria umida e mite.
Libeccio, quindi, il protagonista della giornata di oggi, ma in parte anche di quella di domani. Le raffiche potranno toccare e localmente superare i 100 chilometri orari sulle coste tirreniche e i costoni montani romagnoli e marchigiani, mentre con tutta probabilità arriveranno a 200 km/h sulle cime appenniniche più esposte.

Con questo vento arriverà qualche pioggia, non molta per la verità, più abbondante sempre sui versanti più esposti al vento, andando così a gonfiare i torrenti o qualche fiume. In questo contesto è una fortuna che non ci sia neve da fondere fin quasi sulle cime.
Poi, a seguire il Libeccio, arriveranno il Maestrale e la Tramontana, tra domani e mercoledì. Più freschi, sempre robusti, più asciutti, accompagnati da alcuni acquazzoni e da alcune brevi nevicate a quote di collina. Segneranno la fine di un periodo esageratamente caldo, riportando sensazioni invernali, quantomeno a livello di temperatura.

Giovedì passerà una nuova perturbazione. La sua storia è però ancora tutta da scrivere.