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Chicchi di grandine enormi? Colpa di una supercella!

I grossi chicchi di grandine caduti a Napoli sabato scorso hanno fatto scalpore, perché erano talmente pesanti da riuscire a sfondare i parabrezza delle autovetture, o lasciare segni profondi sulle lamiere.
Un evento raro per quelle zone, così come è inusuale il tipo di temporale che l’ha generato.

La città di Napoli è stata infatti investita da una supercella temporalesca. Questo non vuol dire che il temporale avesse preso vitamine in grado di dargli superpoteri, bensì era semplicemente incastonato all’interno di una piccola bassa pressione atmosferica che ne provocava la rotazione attorno a un asse verticale.
Le supercelle sono le stesse che generano i grossi tornado americani, oppure sono responsabili delle grandinate più devastanti; tuttavia non sono necessariamente pericolose in tal senso.

Chicchi di grandine di dimensioni superiori a qualche centimetro possono nascere solo dentro le supercell,e perché il vapore e le goccioline d’acqua risucchiate dalle correnti ascensionali all’interno del temporale percorrono – a causa della rotazione – una strada molto più lunga prima di arrivare alla cima della nuvola e poi ricadere in basso a causa del peso raggiunto, e quindi hanno più tempo per ingrossarsi e maggiori possibilità di impatto (per poi amalgamarsi assieme) con altri chicchi.

Ripetiamo: sono eventi piuttosto rari in Italia, e relativamente più frequenti in Pianura Padana; ma alla fine dell’estate possono teoricamente colpire ovunque ci sia una grossa fonte di vapore acqueo (mari molto caldi o pianure chiuse).