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Meteo weekend: sostanzialmente caldo

Gli sbuffi di aria più fresca, o comunque meno calda di ieri, che stanno attraversando l’Italia in queste ore non devono ingannare.
Ben presto, infatti, si tornerà al vento caldo, allo Scirocco, e probabilmente alla polvere sahariana in sospensione, ad accompagnare un periodo che sa già d’estate, o quasi.

Per avere un sentore d’estate vero e proprio mancano ancora alcuni dettagli non da poco, come il mare adesso troppo freddo e quindi in grado di generare nuvole basse e compatte allo scorrervi delle raffiche africane al di sopra. Oppure il fatto che i venti oceanici sono ancora troppo vicini ai nostri confini, portando di quando in quando maltempo vero e proprio, soprattutto nel Settentrione dove i due contendenti (caldo e umido oceanico) si incontrano.

Comunque, in generale, per il weekend al Centro-Sud ci sarà poco da dire: Scirocco, localmente forte, caldo (fino a superare i 27°/28°C in alcune località), con cieli sporcati da velature e polvere desertica, ma anche da qualche banco di nuvole più denso, in particolare sulla parte alta e quella interna della Toscana.

Al Nord qualcosa di diverso: tempo più instabile, quantomeno in montagna e nelle aree pedemontane alpine, con nuvole dense e qualche acquazzone o temporale sempre possibile, in particolare nelle ore del pomeriggio. In alta montagna ventoso e a rischio neve oltre i 2000-2300 metri; quindi si sconsigliano eventuali escursioni.
In aperta pianura leggermente meglio, con caldo relativamente accentuato, più sole, foschia e vento limitato ad alcune forti raffiche allo sbocco delle valli appenniniche.

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Meteo: tutto tace

C’è ben poco da scrivere riguardo al tempo dei prossimi giorni, e probabilmente anche delle prossime settimane, Natale compreso.
L’alta pressione che si è impossessata dell’Europa ad inizio novembre non ha ancora intenzione di mollare la presa. Le perturbazioni oceaniche riescono a passare solo di quando in quando sulla parte centrale del Continente, sfiorando le Alpi, per poi andare a morire a ridosso della Russia, dove si scaricano completamente.

L’Italia, come il sud della Francia e buona parte dei Balcani, è protetta da una campana di aria mite, umida e ristagnante che ancora non è stata rimescolata dai venti oceanici, grazie a tanti fattori, complessi da descrivere in poche parole.
Tra questi rientra in qualche modo anche il fenomeno di El Nino, che prende origine ben lontano dall’Europa (nel Pacifico sud-americano), ma che attraverso una catena di reazioni tra venti di diversa natura tiene l’aria gelida aria ben concentrata tra la Groenlandia e il Mar Glaciale, senza dargli modo di scivolare più a sud come stagione vorrebbe.

Le conseguenze sono presto dette, e sono le solite degli ultimi tempi: pochi passaggi di nuvole, ancor meno piogge , tante nebbie nelle valli riparate, concentrazione di inquinanti fuori norma, poco vento (concentrato soprattutto al sud), temperature troppo alte in montagna e ancora niente neve per le riserve idriche alpine e le stazioni sciistiche in genere.

Nient’altro da aggiungere sul meteo, almeno per ora.