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Meteo: tutto tace

C’è ben poco da scrivere riguardo al tempo dei prossimi giorni, e probabilmente anche delle prossime settimane, Natale compreso.
L’alta pressione che si è impossessata dell’Europa ad inizio novembre non ha ancora intenzione di mollare la presa. Le perturbazioni oceaniche riescono a passare solo di quando in quando sulla parte centrale del Continente, sfiorando le Alpi, per poi andare a morire a ridosso della Russia, dove si scaricano completamente.

L’Italia, come il sud della Francia e buona parte dei Balcani, è protetta da una campana di aria mite, umida e ristagnante che ancora non è stata rimescolata dai venti oceanici, grazie a tanti fattori, complessi da descrivere in poche parole.
Tra questi rientra in qualche modo anche il fenomeno di El Nino, che prende origine ben lontano dall’Europa (nel Pacifico sud-americano), ma che attraverso una catena di reazioni tra venti di diversa natura tiene l’aria gelida aria ben concentrata tra la Groenlandia e il Mar Glaciale, senza dargli modo di scivolare più a sud come stagione vorrebbe.

Le conseguenze sono presto dette, e sono le solite degli ultimi tempi: pochi passaggi di nuvole, ancor meno piogge , tante nebbie nelle valli riparate, concentrazione di inquinanti fuori norma, poco vento (concentrato soprattutto al sud), temperature troppo alte in montagna e ancora niente neve per le riserve idriche alpine e le stazioni sciistiche in genere.

Nient’altro da aggiungere sul meteo, almeno per ora.

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Chicchi di grandine enormi? Colpa di una supercella!

I grossi chicchi di grandine caduti a Napoli sabato scorso hanno fatto scalpore, perché erano talmente pesanti da riuscire a sfondare i parabrezza delle autovetture, o lasciare segni profondi sulle lamiere.
Un evento raro per quelle zone, così come è inusuale il tipo di temporale che l’ha generato.

La città di Napoli è stata infatti investita da una supercella temporalesca. Questo non vuol dire che il temporale avesse preso vitamine in grado di dargli superpoteri, bensì era semplicemente incastonato all’interno di una piccola bassa pressione atmosferica che ne provocava la rotazione attorno a un asse verticale.
Le supercelle sono le stesse che generano i grossi tornado americani, oppure sono responsabili delle grandinate più devastanti; tuttavia non sono necessariamente pericolose in tal senso.

Chicchi di grandine di dimensioni superiori a qualche centimetro possono nascere solo dentro le supercell,e perché il vapore e le goccioline d’acqua risucchiate dalle correnti ascensionali all’interno del temporale percorrono – a causa della rotazione – una strada molto più lunga prima di arrivare alla cima della nuvola e poi ricadere in basso a causa del peso raggiunto, e quindi hanno più tempo per ingrossarsi e maggiori possibilità di impatto (per poi amalgamarsi assieme) con altri chicchi.

Ripetiamo: sono eventi piuttosto rari in Italia, e relativamente più frequenti in Pianura Padana; ma alla fine dell’estate possono teoricamente colpire ovunque ci sia una grossa fonte di vapore acqueo (mari molto caldi o pianure chiuse).