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Vento protagonista per diversi giorni

Per il momento il mese di gennaio continua a mantenersi relativamente freddo, non solo in Italia ma anche in buona parte dell’Est Europa.
Dalle nostre parti, durante la settimana dell’8-14 gennaio, le anomalie hanno toccato i 6-7 gradi nel Meridione, 4-5 gradi sull’Appennino in genere, 1-3 gradi altrove.

E per il momento le condizioni non muteranno di molto.
C’è infatti un buon serbatoio di freddo ormai ben sedimentato sull’Europa orientale, e c’è una bassa pressione sul Mediterraneo che lo risucchia a sé, rimescolandolo con l’aria marina più mite, costruendo nuvole e portando nevicate abbondanti nelle zone più esposte.

La bassa pressione, alimentandosi di questi contrasti sta diventando via via più profonda; ma nel contempo pescando aria fredda e pesante fa aumentare la pressione sulle coste balcaniche.
Aumenta quindi la differenza di pressione tra l’Italia e l’interno del Continente; di conseguenza i venti diventano più forti.
Bora e Grecale; questi i protagonisti tra oggi e i prossimi giorni. Raffiche che in alcune zone potranno superare i 100 chilometri orari, specie nelle aree appenniniche sottovento; ma punte di 80 chilometri orari si vedranno in molte aree tirreniche e sulle coste dell’alto Adriatico. Lasciando perdere Trieste, che in queste occasioni può sfornare dei 130 km/h come niente.

E con il vento continueranno le nevicate abbondanti sull’Appennino, Emiliano, Romagnolo e centrale in genere; così come sulle colline adriatiche vicine, le montagne e le vallate sarde e i rilievi di Campania, Lucania e Molise.

Una condizione invernale, insomma. Che non si risolverà prima di giovedì.

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L’inversione termica: cos’è?

Alta pressione, cielo sereno, vento calmo. Tutti questi fattori favoriscono – in particolare in tardo autunno e inverno, quando le nottate sono molto lunghe – il raffreddamento del terreno e la dispersione del calore verso l’alto.
L’atmosfera vicina al suolo quindi si raffredda, tanto più velocemente quanto più è asciutta, producendo quel fenomeno noto come inversione termica.

In queste condizioni la temperatura notturna scende, non solo in pianura, ma anche sulle colline, le montagne, le isole. Ma l’aria fredda è molto più densa e “collosa” rispetto a quella calda. Se manca il vento, quindi, vince la sola gravità: allora l’aria fredda generata lungo i pendii scivola lentamente in basso, in direzione della valle. In generale lo fa in maniera piuttosto uniforme; ma se ci sono dei torrenti, dei fiumiciattoli, dei rii che hanno scavato delle piccole vallate lungo i crinali allora gran parte dell’aria fredda si raccoglie qui, come se queste piccole vallate fossero dei veri e propri canali di scolo.
Può quindi capitare che all’interno di queste conche si registrino temperature di 3-4-5 gradi più basse rispetto al resto del fianco della montagna o della collina, pochi metri più in là!

Comunque, proseguendo nel proprio cammino, poi l’aria fredda raccolta nei canali arriva al piano, si accumula, ma continua il suo lento incedere finché rimane un lieve pendìo, fino al mare (o al lago).
Ecco il motivo per cui una località di collina o montagna, che non sia in una piccola valle scavata da un torrente o un fiume, in notti come queste registra temperature più alte rispetto alla pianura.
Qui, in aperta pianura, c’è un vento leggero che arriva dalle montagne; se invece ci troviamo in riva al mare o poco al largo allora il vento arriva dal letto del corso d’acqua, e sempre qui la temperatura è proprio di quei 3-5 gradi più bassa rispetto alle zone pedemontane.

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Fresco fino a mercoledì

Il fine settimana non è stato particolarmente gradevole per molti di noi: nuvole sparse, qualche acquazzone se non addirittura forti temporali, frescura, vento teso sulle coste …
Insomma, un quadro autunnale in piena regola, con la temperatura che per la prima volta dopo parecchi mesi è scesa al di sotto dei valori che si dovrebbero registrare normalmente nel periodo in essere, almeno in alcune regioni del Centro-Nord.

Queste condizioni si manterranno pressappoco invariate fino a mercoledì; poi tra giovedì e venerdì entrerà in azione lo Scirocco, proponendo una sorta di voltafaccia che porterà le classiche conseguenze sempre associate a questo vento.
Avremo innanzitutto un graduale e netto ritorno al tepore al Centro-Sud, in Emilia-Romagna e sulle pianure del Triveneto, con la temperatura che potrebbe toccare di nuovo i 25°C e oltre sulle aree tirreniche in particolare.

Pioggia abbondante in Liguria, parte dell’alta Toscana, con piogge sparse anche sul resto del Nord (eccetto Emilia-Romagna) e coste tra Toscana e Lazio, così come in Sardegna.
Altra notizia riguarda la neve, che potrebbe cadere in buone quantità ad alta quota sulle Alpi.
Il tutto, ripetiamo, tra giovedì e venerdì.

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Ancora occasioni per forti piogge

Un maggio finora ballerino, con numerosi temporali, alcune grandinate abbondanti e anche delle nevicate ad alta quota sulle Alpi così come sulle cime appenniniche.
Tutto sommato è QUESTA la normalità della primavera. Maggio è – ad esempio – il mese più piovoso dell’anno per vaste aree alpine, ma spesso si presenta instabile anche nelle aree di pianura.
I climi caldi e assolati cui siamo stati abituati negli ultimi decenni rappresentano una anomalia rispetto ai periodi precedenti, un cambiamento che ha comportato l’aumento graduale dell’energia in gioco in atmosfera e di conseguenza un numero sempre maggiore di temporali più forti e insistenti in occasione dei passaggi delle perturbazioni.

Durante la settimana che si è aperta ieri, comunque, ci saranno ancora occasioni per forti piogge.
Tra giovedì e venerdì passerà una perturbazione organizzata a partire da Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria e Lombardia, per transitare poi sulle regioni tirreniche e il Triveneto, e finendo con le aree adriatiche e il Meridione.
Porterà nuovi temporali, piogge localmente molto abbondanti, vento e aria fresca.

La limpidezza dell’aria a seguire questo evento favorirà, nel fine settimana, un abbondante irraggiamento delle pianure tra Centro e Nord Italia, dove si vedranno probabilmente i primi 26-28°C entro domenica.
Ma … ancora bisognerà aspettare per avere tempo stabile.

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Neve in abbondanza sui monti piemontesi

Il primo giorno di maggio non è stato così favorevole alle solite scampagnate di chi cerca una giornata di totale relax.
Una ampia perturbazione ha infatti investito l’Italia a partire da ieri sera, scaricando gran parte del suo carico proprio durante la domenica, portando piogge e alcuni temporali, risparmiando solo poche regioni sul versante tirrenico e ligure.

Al Nord Italia si è vista di nuovo la neve in montagna, abbondante tra Piemonte e Valle d’Aosta dove in quota sono arrivati nuovi apporti per 20-30 cm, in alcune zone anche 40-50 cm di manto nevoso fresco.
Ovviamente gran divertimento per i bambini, poca utilità per gli impianti sciistici ormai chiusi, ma anche un piccolo utile apporto alle falde acquifere in vista dell’estate (anche se una singola nevicata non è in grado di cambiare sostanzialmente il regime idrico di una intera regione).

Il tutto in attesa di un periodo più tiepido, ancora vagamente variabile, che si prolungherà per gran parte della settimana.

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La neve colorata dello Stelvio

La webcam che ormai da molti anni è installata sul Passo dello Stelvio e punta la strada principale offre, oggi, uno spettacolo curioso.
La tanta neve presente ancora ad alta quota sembra infatti sporca, impura, di uno strano colore rosato.

Non è un Pesce d’Aprile.
Anzi, una spiegazione c’è, e arriva con l’osservazione del cielo e dell’aria, colmi di polvere in arrivo dal deserto sahariano con lo Scirocco che soffia da ormai più di un giorno in gran parte d’Italia.
I fiocchi di neve si aggregano con i granelli di polvere e la portano giù, favorendone il mescolamento con il manto già presente al suolo. Il risultato è quello che si vede proprio nell’immagine.

Il fenomeno non è poi così raro. In alcune occasioni, in caso di forti sciroccate con temperature non particolarmente alte, il manto di neve assume un colore quasi rosso mattone, vagamente inquietante, ma sicuramente anche suggestivo.

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Neve abbondante fino in basso in Piemonte

Siamo ormai alle porte della primavera, ma ancora adesso l’andamento stagionale sembra non accorgersene; e difatti tra martedì sera e mercoledì l’Italia (in particolare il Settentrione) vivrà il passaggio di una piccola perturbazione di stampo puramente invernale.

Una piccola bassa pressione d’alta quota, carica di aria fredda, vento e nuvole, passerà infatti tra le Alpi e la Pianura Padana, sfogandosi qui con tutta la sua energia, portando neve a quote via via più basse e in quantità via via più abbondanti mano a mano che si andrà dalle Alpi orientali verso i monti lombardi e poi il Piemonte.
Meglio precisarlo subito: la neve difficilmente cadrà in pianura, fatta eccezione per il Cuneese, una buona fetta del Torinese, parte del Vercellese, localmente nel Novarese e forse nel Varesotto; ma a ridosso delle Alpi Cozie, Marittime e Liguri gli accumuli a fine evento (giovedì pomeriggio) potranno superare tranquillamente i 60-80  cm in quota, 30-50 cm a ridosso dei fondovalle.
Accumuli di 40-60 cm arriveranno anche sulle altre montagne piemontesi e le vicine cime valdostane,  mentre in Lombardia non si andrà oltre i 10-25 cm, così come in Trentino.

In aperta pianura pioverà, e per almeno 24 ore soffierà un vento quantomeno moderato, ma in alcuni momenti piuttosto forte, tanto da spingere le piogge lontano dalla parte centrale della vallata, verso le alte pianure e la bassa emiliana.
Tra mercoledì e giovedì pioverà anche al Centro-Sud, ma in maniera più intermittente, sparsa, irregolare; non sono previsti accumuli particolarmente abbondanti, né nevicate a bassa quota.

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Altri temporali in arrivo, anche al Nord

Con il primo giorno di marzo si entra nella primavera meteorologica, e nel pieno rispetto della tradizione si comincia con il periodo di tempo pazzo: veloci passaggi dal freddo al caldo (come ad esempio oggi a Milano), venti anche forti, temporali, grandine e nevicate fino in basso.

E si continuerà su questa falsariga anche nei prossimi giorni.
Tra mercoledì sera e giovedì una piccola ma veloce perturbazione spinta da Tramontana fredda e asciutta attraverserà tutta l’Italia, portando dapprima dei temporali in Pianura Padana, con qualche grandinata; una breve nevicata è possibile sulle Alpi, anche abbondante sui confini francesi e svizzeri, così come in Carnia e nel Carso, fino a far sfociare – forse – qualche fiocco di neve su Trieste, dove soffierà una Bora piuttosto forte.

Poi i temporali scivoleranno rapidamente verso sud, incidendo di più sul versante adriatico, ma facendosi sentire qua e là anche su quello tirrenico, seguiti da aria limpida e vento teso e fresco.
Venerdì ci sarà una sorta di pausa, poi nel fine settimana – tanto per cambiare – nuove nuvole e altre piogge, in particolare al Centro-Nord.

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Meteo: tra onde fresche e miti

La parentesi più ventosa e piovosa dell’ultimo periodo sembra essersi ormai conclusa.
D’altra parte lo scopo del vento è quello di rimescolare l’aria, miscelando masse calde e masse fredde, fino a creare un mix che appiani tutti i contrasti. E – bene o male – su gran parte dell’Italia ormai il rimescolamento è avvenuto: l’aria si è fatta più fresca e asciutta, avvicinandosi ai canoni di febbraio; nel contempo le piogge si stanno facendo più scarse.

Fa eccezione il Meridione, in particolare il versante ionico, dove ancora viene pompata aria calda dall’Africa a contrastare quella fresca presente sulle altre regioni. Qui, nel sud Italia, ancora oggi il tempo sarà piovoso, temporalesco, a tratti tempestoso.
Comunque il raggiungimento di un equilibrio di questo genere non garantisce un futuro tranquillo, con l’alta pressione. Anzi, nei prossimi giorni continueranno a susseguirsi onde fresche e onde tiepide, con il passaggio di diverse perturbazioni che cercheranno una di annullare le altre, in una rincorsa senza sosta possibile.
Dobbiamo quindi aspettarci nuovi sbalzi di temperatura, in particolare tra domenica e lunedì quando l’aria si farà più tiepida, e a seguire quando tornerà più fresca. Nel contempo altre piogge in pianura, e altre nevicate (non necessariamente abbondanti) sulle Alpi e le cime degli Appennini ci attendono in questo finale di un inverno perlopiù anonimo e che profuma già di capricciosa primavera.

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Neve tra Alpi e Dolomiti tra poche ore

Da giorni l’Italia viene attraversata da numerose perturbazioni, quando accompagnate da aria calda, quando da aria più fresca.
Il contrasto è alimentato dal vento umido che continua a spirare dall’Atlantico verso il Mediterraneo, con le raffiche che negli ultimi giorni si sono spinte fin sul nord Africa, andando a pescare una buona dose di aria desertica che adesso sta pervadendo il Meridione.

Quest’aria, scorrendo sulla superficie dei mari italiani, si è velocemente caricata di umidità e sta costruendo nuvole estese e corpose, che tra la sera di oggi e la mattina di domani attraverseranno il Triveneto scaricando una nevicata breve ma abbondante sopra i 1000 metri circa, con alcune vallate riparate che la vedranno anche più in basso.
L’accumulo complessivo non sarà particolarrmente corposo, ma l’intensità potrebbe essere tale da far accumulare fino a 20-30 cm di neve fresca nella sola nottata.

Domani poi il grosso della perturbazione scivolerà via velocemente, dopo aver portato pioggia copiosa anche sulle pianure del Triveneto; tuttavia l’aria sarà instabile e continuerà a proporre momenti piovosi ad altri con accenni di miglioramento.

Per l’alta pressione vera e propria queste zone dovranno ancora aspettare. Almeno fino all’inizio della prossima settimana sono attese giornate variabili, talora ventose, con sbalzi di temperatura piuttosto importanti.