Tag : previsioni-2

post image

Un grande punto di domanda

Forme curiose vengono assunte dalle perturbazioni atlantiche in questo periodo.
In particolare ieri sera un fronte nuvoloso che si arricciava attorno a una bassa pressione in pieno Oceano ha preso le sembianze di un enorme punto di domanda.
Niente di serio, ovviamente; solo una piccola bizzarrìa che ci ha offerto lo spunto per parlare del tempo di questo dicembre ben poco invernale.

L’alta pressione insiste, e con essa le grosse inversioni termiche, con effetti molteplici:

- nebbia e smog che ristagnano nelle valli, anche in pieno giorno (vedi Pianura Padana);
- temperature che in molti casi sono più alte in montagna che al mare;
- la mancanza di nuvole cariche di pioggia e neve, che lasciano sia le Alpi che gli Appennini di un brullo poco invitante a stagione sciistica già iniziata.

Effetti in larga parte negativi, quindi.
E per adesso non sembrano esserci cambiamenti significativi in vista. Anzi, entro 5-8 giorni l’alta pressione potrebbe irrobustirsi oltre, facendo salire i barometri di alcune regioni d’Italia fin oltre i 1040 hPa, un valore che normalmente si riscontra solo in questo periodo e solamente tra la Russia e l’Europa dell’Est, per altri motivi legati a un freddo esteso che al momento manca anche laggiù.

Niente di nuovo insomma. Rimandiamo ancora le eventuali novità al periodo subito a ridosso del Natale.
Ne riparleremo.

post image

Alluvione Piemonte: un messaggio importante

Ricordate l’alluvione del novembre ’94 in Piemonte? Ci furono diversi morti e danni particolarmente ingenti.
In questi ultimi giorni nelle stesse zone ha piovuto di più, più forte e su aree più estese, colpendo di nuovo anche quei bacini già martoriati ormai 20 anni fa. Eppure i danni sono stati ridotti di molto.

Un plauso va alla Protezione Civile, dai dirigenti agli operatori sul campo, così come alle amministrazioni locali piemontesi e liguri.
Si è dimostrato come la corretta gestione del territorio, gli interventi di adeguamento e la prevenzione possano essere efficaci nel limitare danni ed evitare vittime in casi del genere.
Si dimostra come le allerte non vengano emanate a caso come pensa la maggior parte dei disinformati (volenti o nolenti), bensì come ci sia una struttura organizzativa dietro che ha un senso e una capacità di operatività ben oltre i limiti che siamo portati a immaginare.

post image

Piogge molto abbondanti tra Valle d’Aosta e Piemonte

I due contendenti sono al massimo della forma: da una parte c’è una bassa pressione sulle Isole Britanniche che sta per raggiungere un valore al centro pari a 975 hPa, circa; dall’altra l’alta pressione russo-siberiana, che questa notte ha superato i 1065 hPa.
E’ insomma in corso un braccio di ferro, che al momento vede i due contendenti fronteggiarsi senza prevalere l’uno sull’altro.

Dall’immagine satellitare si percepisce quello che sta succedendo: da una parte – verso l’Atlantico – si vede una enorme scacchiera di nuvole piccole e sparpagliate, che segnalano un gran rovescio di aria fredda e instabile, che dall’Artico viene mano a mano avviluppato attorno a un ricciolo nuvoloso in viaggio verso il canale della Manica; dall’altra parte l’evidenza chiara e netta del MURO opposto dall’alta pressione russa, una grande macchia bianca di nuvole basse e nebbie che risale dal Mar Nero verso le repubbliche del Baltico, a tradire lo scorrimento dell’aria mite e umida pompata dalla bassa pressione britannica al di sopra il cuscino freddo e stabile ancora presente al suolo per la recente visita – da quelle parti – dell’alta pressione.

La sfida continuerà, per giorni e giorni, ma lentamente i toni si smorzeranno, perché l’aria fredda covata dall’alta pressione russa sul territorio dell’est Europa si sarà ormai esaurita e il muro lentamente si sgretolerà, permettendo alla bassa pressione oceanica di risparmiare energie.
Allora la bassa pressione stessa avanzerà lentamente verso est, ma dovrà faticare per guadagnare spazio, perché comunque il muro rimarrà presente, seppure più fragile.
Ne pagheranno le conseguenze in particolare le nostre regioni tra Valle d’Aosta e Piemonte, dove lo Scirocco richiamato dalla bassa pressione ammasserà tanta di quell’aria umida da scaricare – da qui a giovedì compreso – fino a 300-400 mm di pioggia (se non di più) nelle aree a ridosso dei monti tra Canavese, Biellese, alto Vercellese, Ossola e Novarese.
Fiumi in ingrossamento, quindi.
Poi finalmente il fronte riuscirà a prevalere, e lo Scirocco si smorzerà; ma continueranno a cadere piogge intermittenti, con l’aria che si manterrà umida.

post image

Fine settimana con la pioggia

L’Italia sta passando un periodo tutto sommato normale per il mese di novembre: al Nord arrivano i primi freddi, qualche brinata in pianura, la neve che episodicamente sfiora le colline, e l’inquinamento che si accentua per la stabilità dell’aria.
Al Centro-Sud invece le perturbazioni sono ancora vivaci; portano dei temporali, vento localmente forte, ma anche un graduale calo della temperatura.

E’ il tardo autunno, che comunque propone spesso delle varianti anche vistose.
E’ il caso del prossimo weekend, quando alcune perturbazioni oceaniche affonderanno verso la Francia e le Baleari richiamando verso di noi venti umidi e miti che porteranno piogge più estese e meglio distribuite lungo tutta la Penisola, accompagnate dal vento soprattutto sull’area costiera.

Non sono attese nevicate importanti, se non ad alta quota e solo su alcune aree delle Alpi; ma l’aria rimarrà fresca nelle solite aree riparate del basso Piemonte e dell’Appennino Ligure.

post image

Fresco fino a mercoledì

Il fine settimana non è stato particolarmente gradevole per molti di noi: nuvole sparse, qualche acquazzone se non addirittura forti temporali, frescura, vento teso sulle coste …
Insomma, un quadro autunnale in piena regola, con la temperatura che per la prima volta dopo parecchi mesi è scesa al di sotto dei valori che si dovrebbero registrare normalmente nel periodo in essere, almeno in alcune regioni del Centro-Nord.

Queste condizioni si manterranno pressappoco invariate fino a mercoledì; poi tra giovedì e venerdì entrerà in azione lo Scirocco, proponendo una sorta di voltafaccia che porterà le classiche conseguenze sempre associate a questo vento.
Avremo innanzitutto un graduale e netto ritorno al tepore al Centro-Sud, in Emilia-Romagna e sulle pianure del Triveneto, con la temperatura che potrebbe toccare di nuovo i 25°C e oltre sulle aree tirreniche in particolare.

Pioggia abbondante in Liguria, parte dell’alta Toscana, con piogge sparse anche sul resto del Nord (eccetto Emilia-Romagna) e coste tra Toscana e Lazio, così come in Sardegna.
Altra notizia riguarda la neve, che potrebbe cadere in buone quantità ad alta quota sulle Alpi.
Il tutto, ripetiamo, tra giovedì e venerdì.

post image

Tra vento fresco e temporali

Più o meno la tendenza dei prossimi giorni si può riassumere così.
L’alta pressione che sta dominando sull’Europa centrale non ha, infatti, la minima intenzione di lasciar passare perturbazioni oceaniche, limitando di molto il giusto apporto di pioggia per le regioni del Nord e di parte del Centro Italia.

L’unica concessione viene fatta per una bassa pressione che sta solcando il Mediterraneo dalle parti delle coste africane, fino a sfiorare le Isole Maggiori italiane.
Proprio questa struttura nel fine settimana riuscirà ad entrare in maniera più decisa verso i nostri confini, portando alcuni temporali (anche forti) al Centro-Sud. Nel contempo, però, aprirà un solco che all’inizio della settimana entrante verrà riempito da venti di Grecale e Bora, non particolarmente freddi ma più asciutti.

Al Nord quindi si passerà dal tempo asciutto e mite al tempo asciutto e fresco (almeno durante la notte).
Al Centro si andrà dal tempo instabile del fine settimana al tempo più stabile ma ventilato e relativamente fresco.
Al Sud si andrà dal tempo instabile del fine settimana al tempo sempre instabile, ma con qualche occhiata di sole in più e vento relativamente sostenuto e fresco.

post image

Qualche giorno più tranquillo, con pochi scossoni

Oggi comincia l’autunno anche per chi si affida alle definizioni astronomiche, esattamente alle ore 16:21 italiane, il momento dell’Equinozio.
E con l’autunno si sono già visti i primi estesi banchi di nuvole basse sulle pianure e le vallate del nord Italia, ad indicare le lunghe e ormai fresche nottate che cominciano a farsi notare.

Il tutto dopo i temporali di ieri, che in alcune aree come ovest Lombardia e Ravennate hanno portato piogge molto abbondanti, per poi scivolare verso sud e verso il largo sui mari.

Ancora oggi ci saranno alcuni temporali tra Lazio, Sardegna e sud Italia; poco altro da segnalare.
A seguire, da domani e almeno fino a domenica compresa, giornate decisamente più tranquille, spesso stabili. Dato il sole ancora forte andrà magari tenuto d’occhio qualche veloce acquazzone nel pomeriggio nelle aree interne, ma in generale potremo passare un periodo tra un po’ di sole e passaggi di banchi di nuvole innocui.
Le uniche regioni che faranno eccezione saranno SICILIA, CALABRIA e forse PUGLIA, dove – proprio nel fine settimana – ci saranno nuovi forti acquazzoni e probabilmente anche locali nubifragi.

La temperaturain generale  si manterrà nella normalità del periodo, almeno di notte; di giorno si potranno localmente superare i 25°C. Vento … poco, a regime di brezza.

post image

Giovedì il tempo cambierà

Piogge e temporali al Sud e nelle aree adriatiche, saltuariamente anche tra bassa Toscana, Lazio e Umbria, una tantum pure in Liguria.
Fresco nel Meridione, dove il Grecale soffia ad intermittenza. Caldo afoso al Nord, qua e là anche al Centro.

Questo il quadro del tempo degli ultimi giorni in Italia, una condizione in un modo o nell’altro anomala per il periodo di settembre.
Fino a mercoledì non ci saranno grosse variazioni, anche se lentamente l’instabilità nel Meridione inizierà a mollare la presa, sparpagliando i temporali e facendoli durare sempre meno.

Ma da giovedì interverranno altre correnti, venti freschi e umidi oceanici, che soffieranno via tutta l’umidità raccoltasi sui nostri mari, nelle pianure e nelle vallate condensandola in una scodata di forti temporali che attraverseranno tutta l’Italia del Centro-Nord.
Passati i primi temporali arriveranno quindi il Libeccio e il Mistral, a far calare le temperature e a mantenere per qualche giorno una certa instabilità che proporrà ancora degli acquazzoni sparsi nelle regioni più esposte al vento.

Note di autunno, quindi. Con una scadenza che al momento non è ancora dato conoscere.

post image

E’ tempo di uragani in Atlantico

Verso l’ultima parte dell’estate l’Oceano Atlantico centrale si popola di tempeste tropicali, che solitamente si fanno il loro viaggio dalle coste africane verso il largo per poi morire senza colpire la terraferma. Talora possono continuare a correre, fino ad interessare le coste statunitensi o caraibiche, a volte girano attorno all’anticiclone delle Azzorre virando verso nord fino ad essere agganciati dalle umide correnti oceaniche che li portano – ormai invecchiati – in direzione del continente europeo come classiche perturbazioni.

Una di queste tempeste, Gaston, in azione in questi giorni ben lontano dai continenti, proverà ad affacciarsi verso l’Europa già trasformato in normale perturbazione oceanica. Questo accadrà tra una settimana circa, con la prospettiva di rendere particolarmente difficili le previsioni dei prossimi giorni sulle nostre lande.
La grande iniezione di energia portata da un vecchio ciclone tropicale al flusso oceanico, infatti, comporta certe volte uno scombussolamento di quella che era la traiettoria seguita fino a quel momento dagli ammassi nuvolosi che scorrevano placidi da ovest verso est sul nostro Continente.

Non è un caso che – spesso – il primo peggioramento di fine estate sul Mediterraneo – arrivi per colpa diretta o indiretta di una di queste perturbazioni in arrivo dal Tropico. Di solito, però, accade con la seconda della lista, non la prima.
Il prode Gaston, con tutta probabilità non avrà fortuna dalle nostre parti.

post image

Quarantasei gradi a Palermo!

In Sicilia era prevista ormai da giorni una robusta invasione di aria calda dal deserto.

Lo Scirocco, unito all’effetto di compressione dell’aria dovuto alla caduta dai monti alle spalle della Conca d’Oro, sta portando la colonnina di mercurio a livelli estremamente alti nel Palermitano, proprio in corrispondenza del capoluogo e dei dintorni.
In questo momento si registrano ben 45,7°C a Villagrazia, ma – come si vede dalla mappa fornita dalla Rete Meteonetwork, ricca di stazioni meteorologiche a norma – le cose non vanno affatto meglio negli immediati dintorni.

Non è notizia di adesso la situazione DRAMMATICA che stanno vivendo alcune zone della provincia, con incendi che da ieri sera bruciano boschi e case sulle colline sotto lo sferzare delle raffiche di Scirocco, che raggiungono oggi i 70-75 km/h.
Questo sarà l’apice dell’onda di calore, ma la temperatura rimarrà ben oltre la norma ancora per diversi giorni.