Tag : smog

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Un grande punto di domanda

Forme curiose vengono assunte dalle perturbazioni atlantiche in questo periodo.
In particolare ieri sera un fronte nuvoloso che si arricciava attorno a una bassa pressione in pieno Oceano ha preso le sembianze di un enorme punto di domanda.
Niente di serio, ovviamente; solo una piccola bizzarrìa che ci ha offerto lo spunto per parlare del tempo di questo dicembre ben poco invernale.

L’alta pressione insiste, e con essa le grosse inversioni termiche, con effetti molteplici:

- nebbia e smog che ristagnano nelle valli, anche in pieno giorno (vedi Pianura Padana);
- temperature che in molti casi sono più alte in montagna che al mare;
- la mancanza di nuvole cariche di pioggia e neve, che lasciano sia le Alpi che gli Appennini di un brullo poco invitante a stagione sciistica già iniziata.

Effetti in larga parte negativi, quindi.
E per adesso non sembrano esserci cambiamenti significativi in vista. Anzi, entro 5-8 giorni l’alta pressione potrebbe irrobustirsi oltre, facendo salire i barometri di alcune regioni d’Italia fin oltre i 1040 hPa, un valore che normalmente si riscontra solo in questo periodo e solamente tra la Russia e l’Europa dell’Est, per altri motivi legati a un freddo esteso che al momento manca anche laggiù.

Niente di nuovo insomma. Rimandiamo ancora le eventuali novità al periodo subito a ridosso del Natale.
Ne riparleremo.

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Meteo prossimi giorni: si cambia aria

Perlomeno si cambia aria.
Viene da dire così riguardo le prospettive del tempo previsto per la settimana che si apre oggi.

Dopo due mesi di alta pressione pressoché ininterrotti, con poche varianti sul tema da registrare, finalmente i venti artici e quelli oceanici hanno deciso di movimentare almeno in parte il tempo del Continente Europeo e della Russia.
Tra il Baltico e la Russia stanno già arrivando refoli di aria artica, con le prime nevicate degne di nota; qui, lentamente, si andrà a creare un muro freddo contro il quale le correnti oceaniche – costrette finora a viaggiare ad alte latitudini – andranno a sbattere, per poi piegare lentamente verso sud, fino ad arrivare al Mediterraneo proprio nei primi giorni del nuovo anno.

Si tratta quindi di aspettare ancora 4-5 giorni, forse 6; ma poi il tempo comincerà a cambiare: qualche refolo di vento più freddo e asciutto, avvertito soprattutto sul versante adriatico e in Pianura Padana, ma anche nuvole e perturbazioni oceaniche (dapprima timide, poi con il passare dei giorni più spavalde).
Ci sono buone possibilità di avere qualche nevicata sull’Appennino, mentre per le Alpi per il momento non sono previste precipitazioni significative e diffuse, tranne rare eccezioni.