Tag : vento

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Nebbia marittima … particolare

Questa è una immagine ad alta risoluzione dal satellite Aqua, da circa 400 km di altezza.
Si riferisce a giovedì scorso, ad inizio pomeriggio, quando nel bel mezzo di una giornata molto gradevole alcuni banchi di nebbia fitta insistevano su diversi tratti della costa francese, ligure e toscana.
Il tutto nonostante ci fosse alta pressione, con aria molto mite e venti calmi.

E’ colpa dell’acqua di fusione delle nevi, raccolta dalle Alpi Marittime e dall’Appennino verso i fiumi e poi riversata in mare.
E’ acqua fredda, che si trova a contatto con una pellicola d’aria ferma da giorni e molto molto umida, calda, surriscaldata dal sole ormai forte.
Basta il semplice contatto tra l’acqua fredda in arrivo in mare aperto e l’aria umida ed ecco che … l’aria sulla superficie marina raffreddandosi di nuovo per contatto genera nebbia.

Se osservate bene l’immagine vedrete come le colate escano proprio dalle vallate fluviali, estendendosi più al largo in presenza di valli strette e ripide, come quelle dell’Imperiese.

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L’inversione termica: cos’è?

Alta pressione, cielo sereno, vento calmo. Tutti questi fattori favoriscono – in particolare in tardo autunno e inverno, quando le nottate sono molto lunghe – il raffreddamento del terreno e la dispersione del calore verso l’alto.
L’atmosfera vicina al suolo quindi si raffredda, tanto più velocemente quanto più è asciutta, producendo quel fenomeno noto come inversione termica.

In queste condizioni la temperatura notturna scende, non solo in pianura, ma anche sulle colline, le montagne, le isole. Ma l’aria fredda è molto più densa e “collosa” rispetto a quella calda. Se manca il vento, quindi, vince la sola gravità: allora l’aria fredda generata lungo i pendii scivola lentamente in basso, in direzione della valle. In generale lo fa in maniera piuttosto uniforme; ma se ci sono dei torrenti, dei fiumiciattoli, dei rii che hanno scavato delle piccole vallate lungo i crinali allora gran parte dell’aria fredda si raccoglie qui, come se queste piccole vallate fossero dei veri e propri canali di scolo.
Può quindi capitare che all’interno di queste conche si registrino temperature di 3-4-5 gradi più basse rispetto al resto del fianco della montagna o della collina, pochi metri più in là!

Comunque, proseguendo nel proprio cammino, poi l’aria fredda raccolta nei canali arriva al piano, si accumula, ma continua il suo lento incedere finché rimane un lieve pendìo, fino al mare (o al lago).
Ecco il motivo per cui una località di collina o montagna, che non sia in una piccola valle scavata da un torrente o un fiume, in notti come queste registra temperature più alte rispetto alla pianura.
Qui, in aperta pianura, c’è un vento leggero che arriva dalle montagne; se invece ci troviamo in riva al mare o poco al largo allora il vento arriva dal letto del corso d’acqua, e sempre qui la temperatura è proprio di quei 3-5 gradi più bassa rispetto alle zone pedemontane.

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Ancora occasioni per forti piogge

Un maggio finora ballerino, con numerosi temporali, alcune grandinate abbondanti e anche delle nevicate ad alta quota sulle Alpi così come sulle cime appenniniche.
Tutto sommato è QUESTA la normalità della primavera. Maggio è – ad esempio – il mese più piovoso dell’anno per vaste aree alpine, ma spesso si presenta instabile anche nelle aree di pianura.
I climi caldi e assolati cui siamo stati abituati negli ultimi decenni rappresentano una anomalia rispetto ai periodi precedenti, un cambiamento che ha comportato l’aumento graduale dell’energia in gioco in atmosfera e di conseguenza un numero sempre maggiore di temporali più forti e insistenti in occasione dei passaggi delle perturbazioni.

Durante la settimana che si è aperta ieri, comunque, ci saranno ancora occasioni per forti piogge.
Tra giovedì e venerdì passerà una perturbazione organizzata a partire da Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria e Lombardia, per transitare poi sulle regioni tirreniche e il Triveneto, e finendo con le aree adriatiche e il Meridione.
Porterà nuovi temporali, piogge localmente molto abbondanti, vento e aria fresca.

La limpidezza dell’aria a seguire questo evento favorirà, nel fine settimana, un abbondante irraggiamento delle pianure tra Centro e Nord Italia, dove si vedranno probabilmente i primi 26-28°C entro domenica.
Ma … ancora bisognerà aspettare per avere tempo stabile.

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Pioggia estesa in settimana al Centro-Nord

Il tempo sta lentamente peggiorando sul territorio italiano. Già ieri in alcune zone della Sardegna ci sono state piogge piuttosto insistenti, ma alcuni acquazzoni hanno interessato anche Valle d’Aosta, Piemonte e Lombardia.

Questo a causa di venti umidi che stanno ammassando le nuvole a ridosso delle montagne esposte allo Scirocco, vento richiamato da una grossa bassa pressione adesso al largo del Portogallo.
Proprio questa bassa pressione si sposterà nei prossimi 3-4 giorni verso la Francia, e poi – attorno a giovedì-venerdì – sull’Italia, scaricando qua gran parte del suo potenziale in termini di pioggia.

In reaItà inizialmente rimarranno più esposte le zone tra Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia e parte della Liguria; ma già martedì inizierà a piovere in maniera decisa anche sul resto del Nord (esclusa una parte dell’Emilia-Romagna), sull’Appennino e localmente sulle aree adriatiche.
Tra mercoledì e soprattutto giovedì arriverà il grosso delle piogge, con accumuli fino a 80-120 mm ogni 18-24 ore a ridosso delle montagne alpine e dell’Appennino; ma pioverà frequentemente anche sull’aperta Pianura Padana, in Toscana, Lazio, Campania, Calabria, e in misura minore sul vicino versante adriatico e la Sardegna.
L’estremo Meridione rimarrà un po’ più ai margini, con poche piogge e temperature alte.

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Perturbazione più corposa in arrivo

Continua ancora questo periodo travestito più da autunno che da inverno.
Vento, nuvole, sbalzi di temperatura improvvisi ci ricordano i mesi di ottobre e novembre che – in realtà – non hanno fatto il loro dovere distribuendo pioggia lungo tutta la Penisola.

Ed ora, dopo una serie di ammassi nuvolosi dall’Oceano, si prepara ad arrivare una perturbazione spinta da un soffio di aria africana, non particolamente calda adesso, ma tiepida quanto basta per far salire bene le temperature nel Meridione fin oltre i 20-24°C nei prossimi giorni.
Nel frattempo l’acqua raccolta come vapore acqueo nel passaggio lungo i mari che ci separano dalla Libia si trasformerà dapprima in un tappeto di nuvole piuttosto esteso, e poi si rovescerà come piogge e locali forti temporali in particolare sul Triveneto e le regioni centrali, portando neve sulle Alpi e l’Appennino Emiliano attorno ai 700-1000 metri, e poco più su sul resto dell’Appennino.

Si comincerà lunedì pomeriggio-sera, con la prima ondata di pioggia in risalita da Lazio e Abruzzo verso il Triveneto, passando da Toscana, Umbria, Marche, Emilia-Romagna e solo una piccola parte di Lombardia e Liguria.
Poi si continuerà martedì con la stessa cantilena, almeno nella prima parte del giorno. A seguire il tempo rimarrà capriccioso, alternando frequentemente schiarite a momenti piovosi, con le condizioni che rimarranno più o meno stazionarie fino a giovedì, quando ci aggiorneremo.

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Meteo: ancora piogge abbondanti al Nord

Tra poche ore arriverà un nuovo carico di piogge abbondanti per alcune regioni d’Italia.
I venti umidi dall’Oceano hanno infatti cominciato a proporre tutto un susseguirsi di ammassi di nuvole e piogge, accompagnati da vento in certi momenti davvero forte, e seguiti magari da un brusco calo della temperatura che riporta la neve dalle cime montane fino alle aree di bassa montagna se non in collina.

E la perturbazione che arriverà dal pomeriggio non farà eccezione. Anzi, l’aria sarà sufficientemente instabile da provocare – probabilmente – addirittura un temporale in alcune zone della Pianura Padana, magari accompagnato da grandine. La neve cadrà sulle Alpi inizialmente sopra i 1000-1300 metri, poi durante la notte – con l’arrivo dell’aria fredda – scivolerà fino a 200-500 metri, imbiancando anche alcuni fondovalle. Nel frattempo pioverà nelle aree più esposte allo Scirocco.
Domattina il Nord si sveglierà con un vento piuttosto teso allo sbocco delle vallate, e freddino.
Intanto la perturbazione sarà scivolata anche sul Centro-Sud, dove il Libeccio umido verrà lentamente rimpiazzato dal Ponente e dal Maestrale, con temperatura in calo e qualche fiocco di neve sull’Appennino.

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Meteo oggi: veloce folata di vento freddo

Dopo un inizio di settimana relativamente tranquillo, oggi il tempo cambierà per l’arrivo di venti asciutti e freschi dalle vallate alpine verso la Pianura Padana, e poi – entro sera – il resto del Centro-Nord.
Domani toccherà al Sud, che si prenderà la propria dose di Tramontana e Bora, con qualche fiocco di neve in montagna e poche piogge tra coste e collina.

In generale non sono attese piogge importanti, ad eccezione del Triveneto, di parte della Lombardia e forse della Romagna, aree dove si è accumulata una quantità di aria umida sufficiente ad innescare – all’ingresso dell’aria fredda – acquazzoni e magari anche qualche episodio di grandine fine.
Questo, unito al calo della temperatura atteso per la notte di domani, potrebbe portare in alcune zone riparate dal vento alla formazione di un velo di ghiaccio entro domani mattina sull’asfalto ancora umido. Si consiglia quindi di prestare attenzione a una eventualità del genere.

Nota positiva: almeno per qualche ora o giorno gli inquinanti verranno spazzati via dai nostri cieli.

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Meteo: una vera tempesta di vento

Il passaggio della perturbazione di cui parlavamo nell’articolo di ieri ha portato raffiche di vento davvero molto forti in alcune regioni, sia a precedere che a seguire l’ammasso di nuvole.
In particolare è stato il Libeccio a far parlare di sé sull’Appennino Tosco-Emiliano, dove ha raggiunto una punta di 238 km/h su la Croce Arcana, a circa 1700 m lungo il crinale; ma anche le cime attorno hanno visto punte tra i 170 e i 200 km/h.
La conseguenza principale si è concretizzata nei danni ingenti, con la caduta di alcuni alberi nei boschi, ma anche lo spostamento e il rovesciamento di impiantistica di vario genere lungo le piste da sci.

Il vento ha comunque soffiato forte anche sulla linea costiera tirrenica, dove tuttora sono presenti delle mareggiate molto marcate e spettacolari, con onde fino a 5-6 metri.
Da segnalare ad esempio i 137,5 km/h dell’Isola di Gorgona, i 122 km/h di Livorno e i 120 km/h di San Vincenzo.

Il vento soffierà ancora per 24-36 ore, calmandosi lentamente

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Sardegna a rischio di piogge eccessive tra il pomeriggio e la sera di oggi

Sta arrivando una piccola ma forte perturbazione dalle Baleari, verso l’Italia.
Tra il pomeriggio e la sera investirà la Sardegna portando temporali sul versante ovest, con piogge abbondanti.

Ma il rischio di piogge particolarmente intense e insistenti riguarda l’altro versante, quello affacciato sul Tirreno, perché qui si ammasserà l’aria umida risucchiata dalla bassa pressione e frenata dalle montagne.
Ecco che quindi tra Olbiatese e Cagliaritano occorrerà tenere conto delle allerte già lanciate (e continuamente aggiornate) dagli organi preposti come ARPA Sardegna. C’è infatti un rischio piuttosto alto di dissesti idrogeologici.

Domani la perturbazione sfilerà verso il Tirreno per investire – in parte edulcorata – le coste della Penisola; la Sardegna rimarrà quindi con aria ancora instabile, ma decisamente meno ricca di pioggia rispetto a oggi.

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Dal caldo al vento fresco in tre giorni

Oggi stiamo tutti subendo in qualche modo la risalita di aria calda dall’Africa, con lo Scirocco e il Garbino che imperversano su coste e montagne portando la colonnina di mercurio verso l’alto.
Parliamo di punte di 39-40 gradi, già raggiunte in Abruzzo, Molise e Puglia; qualche grado in meno nel resto del Sud e in Sardegna, temperature sotto i 30 gradi (ma con afa pesante) sul versante ligure e tirrenico.

Il tutto a causa di una forte perturbazione che – avvicinandosi dalla Francia – sta risucchiando a sé questi venti caldi dall’Africa.
La coda della perturbazione è destinata a sfilare tra oggi e domattina sulle Alpi, con qualche  temporale veloce anche in Piemonte, sulle Prealpi e l’aperta pianura veneta e friulana; poco altro. Già questo, però, basterà a smorzare leggermente i venti caldi sulle regioni centrali; al sud invece – domani – farà ancora molto caldo.
Ma il grosso del peggioramento per noi è previsto verso il fine settimana, soprattutto domenica, quando l’aria fredda entrerà direttamente sul nostro territorio portando una veloce passata di temporali e vento forte, seguiti da aria più fresca.

Pensate che probabilmente lunedì non saliremo sopra i 20 gradi (con la Bora) su molte zone del versante adriatico che al momento sono sopra i 30-35 gradi!
Sul resto d’Italia si andràdai 20-22 ai 25 gradi nelle ore centrali, ma sempre con vento più o meno teso e aria asciutta.
Insomma, tutto un altro mondo rispetto ad adesso.